Prima la presentazione ufficiale della Energica Ego Corsa con tanto di disvelamento della partnership con Enel, poi i primi km sul circuito qatariota di Losail con un demo lap (iniziativa che verrà ripetuta prima di ogni gara della MotoGP) gestito dall’ex pilota Simon Crafar, e ora MotoE ha anche ufficialmente i suoi team per la prossima stagione.

La nuova serie elettrica del motorsport, voluta da Dorna per sensibilizzare sui mezzi, ma ancora dipendente dalla MotoGP (basti pensare che non avrà lo status di Mondiale, ma di Cup: differenza non sottile), coinvolgerà 11 team e 18 piloti: l’idea di avere al via tutti i team clienti della classe regina ha attecchito, e a loro si aggiungeranno quattro scuderie che partecipano già a Moto2 e/o Moto3. Parteciperanno dunque alla Moto-e World Cup Tech 3, LCR, Marc VDS, Pramac, Team Angel Nieto (l’ex Aspar, rinominato così per omaggiare lo storico pilota), Avintia Racing e Gresini, tutte con due piloti che si cimenteranno con la guida della monomarca Energica: un solo pilota invece per VR46, HP Pons Racing, Intact GP e SIC58 Squadra Corse, e così parteciperanno anche il team di Valentino Rossi e quello costituito dal padre di Simoncelli per onorare la memoria del figlio, dando un’ulteriore anima italiana (dopo il costruttore) a questa neonata categoria.

Mistero totale sui piloti e sulle corse (sin qui ha provato l’Energica il solo Guintoli, oltre a Capirossi e ai collaudatori), dato che il direttore della Moto-e World Cup Nicolas Goubert ha semplicemente parlato di un campionato che si dipanerà su ”5 appuntamenti in Europa”, senza svelare le prime idee sulle piste che verranno coinvolte (ipotizziamo però un forte coinvolgimento della Spagna e dell’Italia). Quello che è certo, però, è che i piloti si troveranno di fronte a una sfida molto interessante, come ha svelato lo stesso Crafar dopo il demo lap di Losail: ”Guidare l’Energica rappresenta un’esperienza molto diversa. L’unica cosa che sembra ”normale” a un pilota è l’accelerazione fuori dalle curve, ma ti trovi subito a cercare la leva del cambio, che invece non c’è (come in Formula E, i mezzi elettrici sono monomarcia). In frenata si sente il peso delle batterie, la moto tende a voler andare dritta di più rispetto alle consuete moto da corsa, e bisogna usare tutti e due i treni per fermarsi. La percorrenza però è perfetta e l’accelerazione in uscita di curva notevole: queste moto sono davvero piacevoli da guidare!”. 

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