Si può sorridere anche senza vincere? Sì, se il piazzamento è insperato ed è andato ben oltre le più rosee aspettative. Ecco, il secondo posto di Marc Marquez in Qatar è certamente un esempio calzante. Sicuramente un cannibale del suo calibro avrà molta difficoltà a digerire una piazza d’onore arrivata al termine di un duello all’ultima staccata, perso per l’inezia di 27 millesimi. Tuttavia, bisogna considerare il bicchiere mezzo pieno, ossia i 20 punti racimolati su un tracciato storicamente indigesto alla Honda ed al catalano.

Sulla pista di Losail, la HRC ha ottenuto solamente tre successi, nel 2004 con Sete Gibernau, nel 2011 con Casey Stoner, recordman di successi nell’emirato al pari di Rossi, e nel 2014 proprio con il Cabroncito. Insomma, una tradizione non propriamente esaltante, al contrario di Ducati e soprattutto Yamaha, amante dei curvoni nel deserto, come testimoniato dagli otto centri in quindici gare. La Rossa di Borgo Panigale non aveva conquistato moltissimi successi, ma era spesso arrivata vicinissima al bersaglio grosso. Anche Marquez ha faticato a trovare i consueti guizzi vincenti su questa pista. Un solo successo da quando corre in MotoGP, nell’anno di grazia, il 2014. Per il resto, due terzi posti, oltre ad una quarta ed una quinta piazza.

Ecco perché, dunque, la sconfitta in volata di domenica non brucia eccessivamente. Marc ha ottenuto il massimo a disposizione, perdendo pochissimo terreno dal favorito d’obbligo su questa pista. C’era il rischio di vederlo nuovamente sofferente come un anno fa, giunto quarto sul traguardo, braccato dal compagno Pedrosa e dall’Aprilia di Espargaro. Stavolta, è stato tutto diverso. Anzi, forse è stato il Marquez più vicino a quello della perfezione, alla versione immacolata di quattro anni fa. Allora, lo spagnolo superò la resistenza di un coriaceo Rossi. Certo, stavolta non è andata allo stesso modo, il “Cabroncito” ha trovato sulla sua strada un super Dovizioso. Eppure, la competitività della Honda anche su un terreno sulla carta poco congeniale spaventa e non poco. Impressiona la scorrevolezza in curva della RC213V e l’adattamento della nipponica alle piste, riprendendo e confermando il pregio dello scorso anno.

Morale della favola: Marquez riparte con sette punti in più rispetto ad un anno fa e con un sorriso sacrosanto. La Honda sembra essere partita con il piede giusto. La conferma circa la bontà delle prime impressioni arriverà solamente nelle prossime uscite. E c’è già la fila di coloro che sperano vivamente in un bluff.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *