Il momento della verità è arrivato. Lo aspettano tutti dalla fine dei test di Barcellona, che hanno dato indicazioni significative e al tempo stesso vuote: infatti le scuderie hanno ”giocato” con le gomme e coi carichi del carburante, e Red Bull-Ferrari-Mercedes si sono smarcate vicendevolmente seguendo raramente lo stesso percorso. Come sarà la F1 2018? Mercedes avrà la superiorità mostrata con le gomme medie e hard e infliggerà distacchi-monstre a tutti sul passo-gara, oppure Ferrari e Red Bull si sono nascoste bene? E quali saranno le possibili sorprese/delusioni della nuova stagione? Scopritelo nella nostra presentazione.

MERCEDES AVANTI, RED BULL-FERRARI A BRACCETTO E STACCATE? HAMILTON NON CONCORDA– I test di Barcellona hanno allarmato tanti appassionati ed esaltato quelli della Mercedes: con gomme medie e hard, infatti, la scuderia tedesca girava in 1.19 basso sia con Valtteri Bottas che con Lewis Hamilton, circa 1” più veloce degli altri, che di contro viaggiavano sull’1.17 con gomme hypersoft e carichi di carburante non elevatissimi. Quindi, neanche 2” di svantaggio con un divario di 4 mescole, un dato potenzialmente drammatico per le avversarie e che lascerebbe presagire a un dominio-Mercedes simile a quello dell’inizio dell’era-turbo. Ma c’è… un ma: Mercedes ha usato tantissimo le gomme hard-medie perchè con quelle si trova meglio, mentre con la gamma soft finisce col consumare tantissimo i pneumatici e innescare fenomeni di blistering. Ecco perchè negli ultimi giorni di test (mentre Ferrari cercava il tempo) Hamilton e Bottas hanno effettuato long-run con tanto carburante e le gomme più morbide, così da capire come evitare il problema e risolverlo in vista di Melbourne e delle gare future. Quindi Mercedes lepre nel passo-gara, ma tutta da valutare sulla distanza dei 300km delle gare. La forza del progetto tecnico tedesco è una certezza, Ferrari e Red Bull invece sono una mezza incognita, perchè nessuno degli addetti ai lavori è riuscito a capire se la scuderia italiana e quella austriaca hanno sfruttato l’intero potenziale: Ferrari ha alternato lavoro sul passo-gara e simulazioni di GP a time attack molto convincenti con tempi vicini al limite dell’1.17, Red Bull ha fatto molti long-run con Verstappen e risolto qualche problemino tecnico col passare dei giorni. Insomma, le gare daranno una risposta definitiva su entrambe e anche sul vantaggio-Mercedes (che, lo ripetiamo, sembra esserci), e vanno registrate le dichiarazioni di Lewis Hamilton, che ha parlato di una ”Red Bull che darà filo da torcere a tutti per il Mondiale”. Semplice pretattica, volontà di sminuire Ferrari o reale timore per la casa delle ”lattine”? Lo scopriremo dall’Australia in poi.

LE POSSIBILI SORPRESE: DA HAAS A RENAULT-TORO ROSSO, REBUS MCLAREN– Abbiamo parlato delle ”tre sorelle” che si giocheranno il Mondiale coi propri campioni (Vettel, Verstappen-Ricciardo ed Hamilton), e ora passiamo alle possibili sorprese. Chi ha stupito tutti, al punto da far andare Arrivabene di corsa nei box della ”consorella” per capire se avesse adottato soluzioni particolari, è senza dubbio il team Haas, autore di un’escalation incredibile nelle prestazioni tra la prima e la seconda tornata di test. Magnussen ha mostrato un grande passo, stupendo tutti e candidando ufficialmente la casa statunitense al ruolo di sorpresa del 2018. Cerca conferme anche una Renault positiva e mai davvero a caccia del tempo con Hulkenberg e Sainz, cerca il riscatto invece Honda nel nuovo matrimonio con Toro Rosso: la casa nipponica, criticata ai limiti dello stillicidio nell’esperienza con McLaren, ha fornito alla scuderia italo-austriaca una power unit dal mix di valore e affidabilità, almeno per quanto si è visto nei test. Gasly e Hartley hanno spesso sfondato i 150 giri, e addirittura il francese ha ottenuto la miglior velocità nello speed trap, facendo diventare verde di bile Fernando Alonso. Tutta da verificare l’affidabilità complessiva in una stagione che obbligherà i piloti a usare solo tre motori su 21 GP, ma Toro Rosso ha fatto registrare buoni tempi e sembra molto più avanti rispetto a quello che è il grande rebus della pre-season. Stiamo parlando ovviamente di McLaren, che ha avuto almeno 8 problemi tecnici e altrettanti lunghi stop nelle otto giornate di test: il cofano-motore della vettura di Woking è stato progettato in modo errato e tendeva a surriscaldare il motore, e le modifiche fantozziane (evidenti fori nel cofano) non hanno risolto il problema. Vedremo se a Melbourne ci sarà una versione riprogettata oppure i problemi si ripresenteranno, ma intanto i test sono stati un calvario: i migliori tempi di Alonso e Vandoorne sono arrivati con le poco indicative hypersoft, e le noie elettriche/idrauliche hanno sicuramente pregiudicato lo sviluppo della monoposto. Insomma, McLaren tutta da valutare, e non è la sola.

DELUSIONI E PROGETTI TUTTI DA SVILUPPARE: IL PUNTO SU FORCE INDIA, WILLIAMS E SAUBER-ALFA ROMEO– Un’altra monoposto che ha deluso nella pre-season e va valutata con attenzione è la Force India, che sembra a ”fine corsa” per quel che riguarda l’era-Mallya e potrebbe cambiare proprietario e nome nel 2019: è nata così una monoposto con minor budget, spinta però dal motore Mercedes e dunque pericolosa sui lunghi rettilinei. Se a questo aggiungiamo la presenza di due piloti di valore come Ocon e Perez, viene fuori una bella incognita, che però al momento non sembra in grado di difendere gli ottimi risultati delle scorse stagioni: speriamo di sbagliarci sulla Pink Panther. E speriamo di sbagliarci anche sulla Sauber-Alfa Romeo, monoposto dal propulsore italiano che manderà in pista il deb di lusso Charles Leclerc e Marcus Ericsson: dopo un avvio complicato, qualche nuova componente ha fatto risalire parzialmente la vettura di Hinwill, ma Sauber non sembra aver ”centrato” totalmente la macchina per il 2018. E soprattutto, sembra ancora indietro nello sviluppo. Chiusura per Williams, che è partita in evidentissimo ritardo rispetto a tutti: la corsa al secondo pilota (pagante) ha portato in squadra un Sergey Sirotkin non positivo nei test e in deficit rispetto al collaudatore Kubica (che andava più forte), ma soprattutto ha portato alla costruzione di un’auto che ha passato i crash test solo in extremis ed è stata indietro in tutti i test. Preoccupanti, soprattutto, le prestazioni di Lance Stroll. Non si è mai schiodato dalle ultime posizioni, il che può significare due cose: o è in gravissima difficoltà ed effettuerà un robusto passo indietro nella sua crescita, oppure ha sempre girato con carichi di benzina ”problematici”.

Insomma, le nostre valutazioni sulla F1 che verrà sono queste: potrebbero essere giuste, oppure totalmente sbagliate in virtù di 8 giorni di test enigmatici a tratti (e colpiti anche dalla neve). La pista darà una prima risposta a partire da stanotte: appuntamento alle 2 italiane per le prime prove libere, con la seconda sessione alle 6.

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