Fare una grande gara, sognare il podio per lunghi tratti della stessa e poi doversi arrendere per una gestione non impeccabile delle gomme: il copione è noto a chi segue le gare della MotoGP con l’attenzione dei veri nerd, perchè troppe volte è capitato a Johann Zarco di buttare via grandi piazzamenti di questo tipo sull’asciutto e sul bagnato.

Il motivo è presto detto. Lo stile di guida aggressivo e molto ”scivolante” del francese lo vede rendere al meglio con le gomme morbide, che sono un punto di forza nella prima metà di gara e un colossale azzardo nella seconda (a meno di circuiti favorevoli/che ”strappano” poco i pneumatici). Quindi, di default, Zarco si ritrova ad andare fortissimo fino a 2/3 circa della gara e poi calare fino a scendere dalle posizioni più nobili. L’abbiamo visto anche nel weekend qatariota, e in una gara che poteva seriamente regalare al buon Johann (che noi avevamo intervistato ad Eicma, cliccate qui per rileggere le sue dichiarazioni) la prima e meritatissima vittoria in MotoGP: dopo una pre-season in cui era stato a lungo la miglior Yamaha, il francese di Cannes aveva strappato la pole position con un giro sontuoso, e aveva indirizzato la gara sui giusti binari.

Johann Zarco

I nostri inviati Marco De Silvo e Marco Corradi con Johann Zarco a Eicma

In Qatar, Zarco era partito in testa e aveva di fatto mantenuto quella posizione fino al 16°-17° giro, trascinandosi dietro i vari Marquez, Rossi e Dovizioso in una gara dai distacchi contenuti: il livello della MotoGP si è infatti alzato, e così ci siamo ritrovati 7-8 piloti divisi da un distacco molto contenuto, un grande Rins fino alla caduta e un ottimo JZ5. Il buon Johann ha sognato la vittoria e tentato anche l’allungo, salvo poi doversi arrendere al degrado delle gomme: troppo usurata l’anteriore, troppo rischioso tenere il passo mantenuto precedentemente. E così, Johann Zarco ha abbassato pian piano il ritmo, facendosi sfilare da vari piloti e cedendo alla propria gestione sconsiderata delle gomme: tirando eccessivamente, il francese ha accelerato il consumo, e si è dovuto rassegnare a chiudere col passo del gambero.

La gestione delle gomme, sin qui, si è rivelata l’unico limite di un pilota che potenzialmente è da top-3 fissa, ma deve ancora crescere sotto quest’aspetto e diventare più continuo: siamo sicuri che Johann riuscirà a farlo già in un 2018 che lo vede tra le possibili sorprese nella top-3 della classifica generale della MotoGP, e che tra l’altro l’ha visto sposarsi al meglio con la nuova Yamaha. Zarco è stato l’unico costante con la nuova moto della casa di Iwata, e chissà che non possa tornare a giocarsi la vittoria già dalla gara di Termas de Rio Hondo: le premesse per vedere una grande stagione da parte del pilota di Cannes ci sono tutte, anche se non sarà facile convivere con una Yamaha che gli ha dato la moto Factory, ma non gli fornirà più aggiornamenti dopo che Tech 3 ha annunciato la rottura con la casa giapponese e il passaggio a KTM nel 2019.

Insomma, una situazione tutta da gestire, nella quale si vanno a inserire anche le voci di mercato. I rinnovi di Rossi e Vinales hanno chiuso le porte della casa ufficiale Yamaha per Zarco, che vuole diventare protagonista e sta valutando il proprio futuro esattamente mentre lotta per vincere la prima gara in MotoGP e aumentare il proprio numero di podi nella top class: la pista-HRC al fianco di Marquez (con Pedrosa tra KTM e Suzuki) sembra diventare sempre più calda, ma occhio a quella KTM che ha firmato con Tech 3 sperando di convincere lo stesso Johann della bontà del suo progetto, e a una Suzuki in crescita e intenzionata (per ora) a non confermare Iannone. Insomma, con un occhio Johann Zarco penserà a crescere e migliorare nei suoi punti deboli, con l’altro al 2019 e alla scelta da prendere per completare la propria maturazione altrove: una stagione bipartita, ma decisamente stimolante per quello che è il talento più cristallino al di fuori del terzetto Dovizioso-Marquez-Rossi.

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