Prima il 2° posto nella stagione 2015 della GP3 (5 vittorie, 8 podi e 245 punti) e un titolo sfumato per soli 8 punti dopo un entusiasmante duello con Esteban Ocon (approdato in F1 nel 2016), poi uno strepitoso 2017 che l’ha visto chiudere al 4° posto nella classifica generale della Formula 2 e conquistare 7 podi e una strepitosa vittoria a Monza, lottando spalla contro spalla con Leclerc, Markelov, Rowland ecc. Luca Ghiotto ha dimostrato per l’ennesima volta di essere talentuoso e costante alla guida della monoposto del team Russian Time, e il 2017 ha riservato alla grande promessa dell’automobilismo italiano (divide questo ”titolo”) anche un test con Williams F1 nei rookie test che sono arrivati dopo il GP dell’Ungheria: per lui 161 giri, dei buoni tempi e tanto duro lavoro da collaudatore prima di tornare alla realtà della F2. E in F2 Luca correrà anche quest’anno, dopo essere passato a Campos Racing con l’intenzione dichiarata di puntare al titolo e guadagnarsi un posto in F1: in questi giorni il 23enne pilota veneto, nativo di Arzignano, è impegnato con la seconda tornata dei test pre-season sul circuito di Sakhir (Bahrain), e al termine della giornata di giovedì ci ha rilasciato un’interessante intervista. Tanti i temi trattati, dalla scorsa stagione, a Williams, alle aspettative per il 2018 e al duello con Ocon, e abbiamo trovato il tempo anche di commentare l’inserimento di Halo in Formula 2: ecco le parole di Luca Ghiotto, che quest’oggi ha chiuso i test al 5° posto, ai nostri microfoni.

Ciao Luca. Nel 2018 hai cambiato team, passando da Russian Time a Campos Racing. Quali sono le tue aspettative per questa stagione e le sensazioni dopo i test di Le Castellet e del Bahrain (tuttora in corso, finiranno oggi ndr)? Senti di poter puntare al titolo della F2?

”Le aspettative per il campionato sono alte, voglio lottare per vincerlo. I test a Le Castellet sono andati discretamente bene e abbiamo fatto un importante salto in avanti nei primi due giorni in Bahrain, che sono stati positivi: sento di aver tutto per puntare al titolo o almeno per lottare fino all’ultimo per conquistarlo”.

SAKHIR (BH), 20-23 March 2018: F2 Test 2018 at Bahrain International Circuit. Luca Ghiotto #14 Campos Vexatec Racing. © 2018 Sebastiaan Rozendaal / Dutch Photo Agency
(Foto concesse dal pilota)

Come sempre capita, c’è stato un grande ricambio all’interno della Formula 2. Non c’è più Leclerc, ma sono rimasti piloti di valore come De Vries e Markelov, e sono arrivati due potenziali fenomeni del futuro come Norris e Russell: il livello si è alzato, o è simile alle scorse stagioni?

”Il livello secondo me si è alzato. Russell e i vari rookie sono vicini al livello di Leclerc, e il fatto di avere a disposizione una nuova macchina (Dallara ha fornito un nuovo modello per il 2018, ne avevamo parlato qui) mette tutti i team allo stesso livello e finirà col ridurre sensibilmente i distacchi all’interno della Formula 2. Lo stiamo notando già qui in Bahrain, e credo che la mancanza di Leclerc non si sentirà: dai valori che si stanno vedendo nei test, i piloti più esperti non stanno facendo la differenza come succedeva con le vecchie macchine, e credo che assisteremo a un campionato divertente e livellato. 5-6 piloti possono giocarsi il titolo”.

La tabella dei tempi a un’ora circa dal termine della terza giornata dei test F2 a Sakhir (foto concessa dall’agente)

Abbiamo citato Charles Leclerc, che debutterà in F1 con la Sauber-Alfa Romeo: secondo te potrà confermarsi anche tra i ”grandi”?

”Credo che Leclerc sia un buonissimo pilota. In F1, soprattutto con l’avvento dei motori turbo e con l’aumento delle prestazioni, la macchina fa maggiormente la differenza e non sarà facile per lui. Il monegasco è bravo, ma la Sauber-Alfa Romeo dovrà essere brava a fargli una monoposto che possa consentirgli di stare davanti. Nella massima categoria il talento da solo non basta”.

Raccontaci il tuo 2017: hai vissuto una grande stagione col team Russian Time, chiudendo al 4° posto in classifica con una vittoria e 7 podi all’attivo. C’è qualche rimpianto, oppure hai dato il massimo? E che emozioni hai provato vincendo in casa, a Monza?

”Ho molti rimpianti per la scorsa stagione. Sono arrivato 4°, ma avrei voluto molto di più: a mio modo di vedere, abbiamo lasciato molte opportunità lungo la strada, ma purtroppo non si può guardare indietro e bisogna andare avanti. Vincere a Monza mi ha dato una grande soddisfazione, anche se c’è un mix di sensazioni riguardo a quel weekend: la vittoria della domenica è stata fantastica, ma moralmente sento di averne conquistate due, dato che una mi è stata tolta con una decisione postuma e discutibile. Sono comunque contento di aver dimostrato che in quel weekend eravamo i più forti, perchè vincendo anche gara-2 e ripetendoci abbiamo fatto vedere a tutti che non avevo vinto per caso”.

Ecco, hai citato una delle perplessità che suscita a volte la Formula 2: gli ordini d’arrivo cambiano continuamente e spesso anche parecchie ore dopo la gara. È frustrante già da spettatore/giornalista che segue l’evento e si ritrova tutto stravolto, non oso immaginare quanto possa esserlo per un pilota…

”Moltissimo. Se è frustrante per chi guarda, pensa per chi è direttamente coinvolto: io sono stato una delle vittime di queste decisioni, perchè a Monza avevo saputo di non aver vinto la gara a mezzanotte. È stato uno stress sia perchè mi son visto portare via la vittoria di quella gara, sia per quella del giorno dopo: essere ancora in pista verso l’una di notte ad aspettare il verdetto di gara-1 non è il massimo per chi deve gareggiare poche ore dopo in gara-2. Però purtroppo è così, non possiamo farci nulla”.

Torniamo alle note liete. Nel tuo fantastico 2017, hai avuto anche la possibilità di guidare la Williams nei test ungheresi. Quali sono state le tue sensazioni alla guida di una F1, e cosa ti ha colpito di queste monoposto?

”Il test con la Williams è stato un’opportunita incredibile. Credo che le nuove F1 siano dei mostri su quattro ruote: purtroppo per questioni d’età non ho mai avuto il piacere di guidare le monoposto che c’erano prima del 2016 o più vecchie, ma solo vedere i tempi dei test 2017 e 2018 dà già l’idea della differenza che le nuove vetture fanno rispetto a quelle precedenti. Per chi, come me, arriva dalla Formula 2, si passa a guidare una macchina che è circa 10” al giro più veloce della F2: questo dato è stato scioccante anche in una pista stretta e tortuosa come quella dell’Ungheria, soprattutto perchè il fisico a fine giornata era totalmente stremato, dopo aver fatto 161 giri. Però posso dire di essermi goduto quella giornata appieno in tutti i sensi, sia perchè era il mio primo test F1, sia perchè la squadra ha puntato tanto su di me e mi ha fatto fare un grande lavoro. È stato un test positivo, spero solo che non sia l’ultimo”.

Luca Ghiotto alla guida della Williams durante i test di Budapest

Abbiamo qualche speranza di vederti in F1 come terzo pilota in questo 2018, oppure i giochi sono già fatti e le scuderie hanno già scelto su chi puntare?

Ci stiamo dando da fare e ci stiamo guardando attorno per tentare di ottenere un ruolo in F1. Al momento non ci sono grandi possibilità, ma spero che quel test positivo con Williams abbia aperto qualche nuova strada per quest’anno: avevo puntato molto sulla scuderia britannica nell’inverno e speravo di fare da terzo pilota, poi loro hanno puntato su altri (Sirotkin seconda guida, Kubica terzo pilota) e mi si è chiusa la porta in faccia. Questo non significa però che non possano esserci altre opportunità in futuro, o forse già quest’anno”.

La F1 resta il tuo unico obiettivo, oppure hai un piano-B da valutare nelle prossime stagioni (Formula E, WEC ecc), viste le difficoltà dei piloti italiani a rientrare in quella categoria?

”Ho un piano-B: la F1 resta il sogno e l’obiettivo primario, ma bisogna cercare di essere realisti e non illudersi fissandosi solo sulla Formula 1 o farsi strane idee. Anche perchè focalizzandosi solo su quella categoria, si finisce col perdere le opportunità che arrivano dalle altre. Voglio tenere aperte tutte le porte, perchè la F1 non è una cosa certa, anzi: è difficile per tutti e molto di più per noi italiani, anche se fatico a capire il perchè. Per questo motivo terrò aperte tutte le possibilità”.

Nel 2015 hai perso per soli 8 punti il titolo della GP3 contro Ocon, che ora si cimenta con la F1 con ottimi risultati: c’è un pizzico di rammarico quando lo vedi competere in quella categoria, mentre tu stai ancora inseguendo il sogno-F1 e correndo in GP2?

”C’è molto rammarico a vedere Ocon lì. Quell’anno avevamo lottato fino all’ultimo in GP3, e credo che chi ha seguito quel campionato ed era presente alle gare possa dire che entrambi meritavamo il titolo allo stesso modo: abbiamo fatto una grande stagione, lavorando sodo con una squadra come Trident e riportandola alla ribalta, e ovviamente c’è molta voglia di tornare a lottare con lui in F1. Vedere i buoni risultati che sta ottenendo Esteban mi ha dato una bella carica, anche perchè so che posso stargli davanti ed è già successo: da un certo punto di vista, oltre al rammarico, c’è anche la soddisfazione personale data dal sapere che nel caso potrei batterlo. O fare bene in F1 come sta facendo lui”.

Luca Ghiotto (davanti) ed Esteban Ocon (dietro) durante un duello in GP3

Chiudiamo con un parere su Halo. Tanti piloti lo contestano, altri ne elogiano le finalità (alcuni incidenti recenti sarebbero stati evitati): tu come lo valuti? Nel 2018 dovrai conviverci, dato che è stato inserito nelle nuove monoposto della F2.

”L’Halo mi ha stupito, se devo essere sincero. Ero un po’ scettico, ma sono rimasto sorpreso dal fatto che lo sguardo nell’abitacolo gli gira completamente intorno: quando sei concentrato a guidare e guardi l’orizzonte, finisci col non notarlo nemmeno e ho finito addirittura col dimenticarmi che c’era, mentre ero in un giro lanciato e da gara. Si nota solo quando si rientra ai box, e forse il problema ormai è solo di natura visiva: alla gente non piace, ma credo che sia solo questione d’abitudine alla novità. All’inizio ci si lamentava parecchio per il rumore dei motori turbo, adesso ormai è diventato una cosa normale. La non-percezione di Halo dall’interno della macchina mi ha stupito molto”.

SAKHIR (BH), 20-23 March 2018: F2 Test 2018 at Bahrain International Circuit. Luca Ghiotto #14 Campos Vexatec Racing. © 2018 Sebastiaan Rozendaal / Dutch Photo Agency
(Foto concesse dal pilota)

Si ringraziano Luca Ghiotto e il suo agente per la grande disponibilità mostrata.

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