Mercedes guida il treno dei big, Red Bull insegue e Ferrari per il momento è la terza forza del lotto, anche se non ha tentato sul serio il time attack: sono queste le prime indicazioni delle prove libere del GP d’Australia, che si correrà nel weekend in una Melbourne dal meteo variabile. Quest’oggi spazio al sole e al predominio delle Frecce d’Argento, che hanno il miglior passo e hanno visto il solo Max Verstappen inserirsi tra di loro nelle FP2, ma domani cambierà tutto e potrebbe rimescolare le carte per Lewis Hamilton (in testa nelle FP1 e FP2), Valtteri Bottas e compagnia cantante: è prevista pioggia sia nelle FP3 che nelle qualifiche (probabilità all’80%), con Vettel e Ricciardo/Verstappen che sperano di poter strappare la pole e mettere la gara su un binario favorevole. Partire in testa sarebbe fondamentale per chi è meno forte di Mercedes al momento, e non sa ancora di preciso il tempo che ci sarà domenica: dopo aver dato queste indicazioni, andiamo a ripercorrere i risultati delle FP1 e FP2.

FP1: HAMILTON-BOTTAS LEPRI, GLI ALTRI INSEGUONO. DISASTRO ALFA– Su una pista praticamente non gommata e dunque meno performante delle attese, il primo sussulto di giornata arriva subito da Lewis Hamilton, che si piazza davanti sin dalla primissima sessione delle prove libere e inizia a spaventare tutti. Il britannico, che ha fatto il tempo con mescola ultrasoft e poi ha iniziato a lavorare sul passo-gara mettendo alla prova la power unit, chiude in 1.24.026 (sei millesimi meglio dell’anno scorso) e precede di circa mezzo secondo Valtteri Bottas, staccato per la precisione di 551 millesimi: terzo Max Verstappen con la prima Red Bull e un buon feeling col mezzo, che però lo porta a 745 millesimi dal leader, mentre Ricciardo ha qualche difficoltà in più dopo i buoni test di Barcellona. Dietro l’olandese, ecco la Ferrari di Kimi Raikkonen a otto decimi: attenzione però, perchè il finnico ha fatto segnare il suo tempo con gomme soft, dunque il divario potrebbe essere meno ampio. Sebastian Vettel segue il compagno a 68 millesimi, e per fare il tempo ha dovuto sfoderare le supersoft, facendo anche fatica con una mescola che sembra traballante su questo tracciato: sesto Ricciardo, e dopo le tre grandi della F1 c’è il vuoto. Un vuoto lungo oltre sette decimi, con Romain Grosjean che conferma la bontà del progetto-Haas (male invece Magnussen, 17°) e chiude a 1”7: dietro di lui un Alonso nuovamente funestato dai problemi agli scarichi e dal surriscaldamento della power unit generato da un cofano-motore progettato in maniera sconsiderata, e Carlos Sainz. Lo stesso discorso fatto per Alonso vale per Vandoorne, con entrambi che hanno girato poco, ma restano in top-10 e davanti a Gasly 11°. Seguono Sirotkin, Hulkenberg e un’altra nota dolente, quella Force India che come vi dicevamo ieri è in una fase di stallo e scarso budget: la macchina anglo-indiana non gira, e piazza Ocon 14° e Perez 16°, entrambi a oltre 2”5. Tra loro Lance Stroll (15°), con Magnussen 17° e poi tre piloti staccati da tutti: Hartley è 18° a 3”719, ma soprattutto sono disastrose le Sauber-Alfa Romeo che fanno delle prove libere a parte. Marcus Ericsson chiude a 3”938, Charles Leclerc chiude addirittura a 4”827 su una pista che vedeva oggi per la prima volta: il progetto svizzero-italiano sembra partire malissimo (10km di media sul giro in meno rispetto ad Hamilton, un’enormità), e speriamo che Sauber possa risollevarsi per fornire a entrambi i piloti un mezzo competitivo.

FP2: HAMILTON PRECEDE VERSTAPPEN, BRIVIDI TRA BOTTAS E RAIKKONEN– Nulla di nuovo. Cambia la sessione e si passa alle FP2, ma davanti c’è sempre Lewis Hamilton con le sue gomme ultrasoft: non cambia la configurazione del campione del mondo, che verosimilmente userà quelle gomme anche in gara per tentare l’allungo (se la pista sarà asciutta), ma il tempo si abbassa di quasi un decimo. L’asfalto molto caldo dell’Albert Park, 44° centigradi nelle FP2, consente ad Hamilton di trovare un performente 1.23.931, ma limita di fatto al minimo i giri posibili con questa mescola. Una mescola che stavolta viene provata da tutti i big e, di fatto, sarà la prescelta nel caso (improbabilissimo) in cui la qualifica sia asciutta: dietro a Lewis Hamilton, ecco uno scatenato Max Verstappen, fermato per qualche minuto da un inconveniente tecnico (un problema al fondo) e staccato di soli 127 millesimi nonostante il motore meno performante. Terzo Valtteri Bottas a 226 millesimi e con un brivido: il finlandese è stato protagonista di un brivido, effettuando un dritto (ripetuto in seguito) per evitare la monoposto di Kimi Raikkonen, che gli aveva lasciato spazio all’esterno e non in traiettoria (come voleva Bottas) durante il giro veloce. I due non si amano, e di certo questo episodio non aiuterà ad instaurare una relazione gioviale tra i connazionali scandinavi: dietro a Bottas ecco subito Raikkonen a 283 millesimi, con Vettel quinto a 520 e ancora non al meglio col set-up della SF71-H (ribattezzata ”Loria”: qui il nostro commento). Il risultato a sorpresa non è tanto il quinto posto di Vettel, quanto la conferma di Grosjean e della Haas, che addirittura avvicinano il tedesco chiudendo a soli due decimi da lui: più indietro Ricciardo, che tra l’altro verrà penalizzato di tre posizioni in griglia per non aver rallentato abbastanza in regime di bandiera rossa. 175km/h in meno non sono sufficienti col nuovo regolamento, è assurdo, ma è così. 8° Alonso a 1”2, precedendo Vandoorne e Magnussen, con Sainz 11° davanti a Perez, Hulkenberg e Stroll, che precede uno spento Esteban Ocon. Importante passo indietro per Toro Rosso, che non migliora in questa seconda sessione: Hartley chiude 16° e Gasly crolla in 17a posizione, entrambi intorno ai 2” di distacco e precedendo Sirotkin. Il russo è calato nelle FP2, chiude a 2”043 e soprattutto ha dovuto abbandonare a bordo pista la sua Williams a causa di un surriscaldamento del motore: occhio, potremmo avere la prima power unit ko della stagione. Discorso a parte, nuovamente, per la Sauber-Alfa Romeo: Ericsson è 19° a 2”883 e precede di un misero millesimo Leclerc, che sta iniziando a prendere le misure. Il problema è un altro: le monoposto svizzere sono a otto decimi dalla 18a, e potrebbero gareggiare in tandem per tutto il GP.

Sono state le prove libere della doppia leadership Mercedes, ma anche delle polemiche: dopo la pesantissima stoccata lanciata ieri da Verstappen alle Frecce d’Argento (”anche un asino vincerebbe con quell’auto”), quest’oggi è stato il turno della lite tra Horner e Arrivabene. Oggetto del contendere l’ingaggio da parte della Rossa di Mekies, che a metà stagione lascerà il ruolo di responsabile sicurezza FIA e vicedirettore di gara F1 per unirsi a Ferrari sei mesi dopo (rispettando il periodo di ”gardening” stabilito dal regolamento): per molti questo ingaggio è un primo passo in vista della creazione di una categoria alternativa alla F1 da parte di Marchionne&co., e Horner ha espresso tutto il suo disappunto per l’approdo di un ex membro importante della FIA alla corte della scuderia di Maranello, ricevendo la risposta piccata di Arrivabene in conferenza stampa.

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