Si riparte con un risultato quasi scontato, e una pole che era scritta già da ieri: troppo veloce la Mercedes, troppo veloce Lewis Hamilton, che aveva strappato il miglior tempo in entrambe le sessioni delle prove libere e si ripete anche in qualifica, andando ad arricchire i suoi record. 73a pole position in carriera, 7a pole all‘Albert Park di Melbourne, e record della pista demolito di un secondo buono: la configurazione da qualifica della Mercedes con gomme ultrasoft e poco carico di benzina è davvero clamorosa, e se davvero (come ha detto in conferenza, demolendo Vettel) Lewis Hamilton ”non ha usato nessun manettino per la potenza extra” durante la Q3, allora c’è seriamente da preoccuparsi sulla reale esistenza di un competitor per il britannico.

Il tempo di Hamilton è mostruoso, un 1.21.164 che gli fa infliggere distacchi-super a tutti, e anche la configurazione da gara sorride alle Mercedes, anche se in quel caso il distacco delle altre si riduce a qualche decimo in meno: dietro al britannico ecco le Ferrari, ma a sorpresa c’è Kimi Raikkonen in prima fila. Il finnico chiude a 664 millesimi e precede di 10 il compagno Sebastian Vettel (errorino per lui alla curva 13), con una Rossa che ha mostrato qualche problema strutturale nel fondo (non sembra totalmente stabile nei long-run) e una power unit meno performante delle attese, come ha ammesso lo stesso Kimi: ”Ci aspettavamo un distacco decisamente minore, siamo preoccupati”.

Dietro le Ferrari ecco le Red Bull, con Verstappen 4° (partirà al fianco di Vettel: già scattato il trattamento con camomilla per entrambi, così da evitare il consueto ”fuoco, fiamme e incidenti”) a 715 millesimi e Ricciardo 5° con nove decimi di ritardo: il padrone di casa partirà 8° per la penalità inflitta ieri, e ci ha tenuto a precisare la pretattica di Hamilton, che ”ha parlato per tutta settimana di noi come grande rivale per il 2018, ma sappiamo tutti che il distacco è ampio e ci sarà da lavorare duramente. Sapevano di essere i migliori, lo sono da quattro stagioni e riescono agevolmente a fare pole e girare forte. Spero che la gara sia differente, altrimenti sarebbe tutto noioso e non mi divertirei”. 

E così, la terza fila sarà tutta della Haas F1, che conferma i grandi progressi di questa stagione: il distacco dalle tre scuderie top è alto, 2”, ma Magnussen e Grosjean scatteranno 5°-6° e sono andati a precedere le Renault di Hulkenberg e Sainz, con Valtteri Bottas ultimo in Q3. Il finlandese è andato a muro nel primo giro lanciato, non ha fatto registrare il tempo e soprattutto partirà 15° perchè ha dovuto sostituire un cambio profondamente danneggiato.

Tutte le posizioni che vi citeremo di seguito (fino a Ocon) verranno dunque migliorate domani, con Alonso 11° e destinato a entrare in top-10 per la penalità di Bottas: lo spagnolo è riuscito a precedere Vandoorne, ma non a entrare in Q3 nonostante avesse un passo positivo. Dietro alle McLaren, Perez, Stroll e Ocon (15°), confermando i problemi di Force India e Williams: out in Q1 invece Hartley (16°), Ericsson, Leclerc, Sirotkin (19°) e un disastroso Gasly, che scatterà ultimo e ha subito un distacco-monstre. Ottimo il miglioramento costante di Leclerc, che però non riesce a superare il compagno di squadra finendo a 90 millesimi, drammatico il calo della Toro Rosso: Gasly aveva fatto vedere ottime cose nei test e scatterà ultimo, sono già iniziati i problemi nel matrimonio con Honda? Lo scopriremo domani nella prima stagionale, che scatterà alle 7 italiane.

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