Riecco Jonathan Rea! Il campione del mondo tira fuori gli artigli e dimostra una volta di più di meritare quel numero 1 stampato sul cupolino. E, nonostante i continui cambi di regolamento, è sempre lui il riferimento della categoria. Se ci fossero dubbi, basterebbe osservare l’andamento di gara 1. Scattato dalla sua pole position (qui i dettagli delle qualifiche), il fuoriclasse di Kawasaki si piazza in testa ed inizia ad imprimere il suo ritmo. Fin da subito, la “verdona” mostra una certa facilità di guida ed un adattamento notevole alle condizioni della pista asiatica. Tuttavia, alle spalle del Cannibale c’è un nugolo di cagnacci determinati a mordere il codone della sua Ninja e a non lasciarlo fuggire.

Il primo di questi avversari è il compagno di squadra del nordirlandese, Tom Sykes. Tuttavia, ben presto, il britannico si ritrova a faticare nel mantenere il contatto con il numero 1 e viene ripreso e ricacciato indietro da Leon Camier, scatenato sulla sua Honda, e dalla rivelazione Xavi Fores. Rea crea un piccolo gap, dando l’impressione di poter fuggire via. È un’illusione perché la fuga non si concretizza mai nella prima parte di gara.

E le Ducati ufficiali? Chaz Davies fatica a trovare ritmo, ma appena trova i giusti riferimenti  inizia la risalita. Marco Melandri, invece, va in crisi, non guida pulito e finisce per essere infilato da diversi rivali. Chiuderà la sua difficile giornata in ottava posizione. Il gallese, al contrario, risale la china e si piazza a ridosso delle posizioni da podio.

A metà gara, Rea dà la spallata decisiva ed incrementa il suo margine. Spettacolare la fluidità nella guida e la velocità nella percorrenza in curva. Alle sue spalle, è lotta vera. Fores trova un guizzo che gli consente di allungare sul collega della Honda, mentre Davies incombe su di loro. Il numero 7 della Ducati è indiavolato ed infila il rivale della HRC. Dietro di loro, continua l’andatura a gambero di Sukes, superato dalla Yamaha di Alex Lowes ed insidiato anche da Michael Van der Mark.

Ultimo giro, ultime curve e poi il traguardo. Johnny Rea c’è e vince con merito la prima gara. Un messaggio forte, diretto a Marco Melandri perché i punti di distacco tra il ravennate ed il nordirlandese, in classifica, diventano solamente due. Insomma, il clima è ben più rovente delle temperature di Buriram. Tuttavia, la rivincita thailandese sarà assolutamente da gustare visto lo stato di forma delle due Ducati di Fores e Davies, rispettivamente secondo e terzo nella prima manche. Quarto Camier, con una Honda in ripresa, davanti a Lowes, Sykes e Van der Mark.

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