Tre vittorie in quattro manche. Almeno un pilota a podio in tutte le gare disputate. Poco ci manca che la Superbike sia diventata un monomarca Ducati. Già, la bicilindrica bolognese è la moto da battere in questo avvio di stagione nel campionato delle derivate di serie. In barba a chi pensava che il cambio di regolamento potesse rivelarsi una stangata sulle ambizioni mondiali della Rossa di Borgo Panigale. Dopo solamente due round, il dominio Kawasaki si è pressoché sgretolato sotto l’avanzata della casa italiana, ora punto di riferimento quasi incontrastato. Fortissima sul rettilineo, stabile in staccata, la creatura uscita dall’azienda felsinea è un vero e proprio gioiello, specialmente se affidata alle mani dei propri piloti, Chaz Davies e Marco Melandri per Aruba.it Racing e Xavi Fores per il team Barni.

Curiosamente, però, i numeri raccontano molto, ma non spiegano tutto. Infatti, la Ducati ha dominato i primi appuntamenti stagionali, registrando al contempo qualche calo preoccupante. Il “privato” Fores è stato il più costante tra i top rider della Rossa, finendo stabilmente nelle prime cinque posizioni ed andando a podio in due occasioni. Al contrario, i due piloti ufficiali hanno vissuto week end contrastanti. In Australia, è toccato a Melandri recitare la parte del protagonista indiscusso, mentre il compagno è persino incappato in una scivolata. In Thailandia, invece, è stato Davies a volare e Macho ad accusare un fine settimana durissimo. Stati d’animo opposti che raccontano di una Ducati velocissima, ma non sempre facile da capire ed interpretare.

A Borgo Panigale si sorride, certo. La moto è, almeno per ora, la migliore del lotto. Ma il sorriso è smorzato da un dato non proprio irrilevante. Infatti, al termine del GP thailandese, in testa alla classifica generale non c’è alcun alfiere in rosso, bensì lo spauracchio numero 1 dei tifosi italiani, ossia Jonathan Rea. Il Cannibale ha perso il vantaggio tecnico, non la capacità di ottimizzare quanto di buono gli capita. Massimo risultato possibile in ogni occasione ed in ogni circostanza. Un motto tradotto in pista con piazzamenti utili ed intelligenti che lasciano qualche perplessità ed una certa paura in Ducati. Ora, comunque, c’è Aragon, pista storicamente favorevole a Davies ed al motore di Borgo Panigale. La medicina giusta per scrollarsi di dosso eventuali dubbi e timori.

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