Una sfida infinita, destinata ad animare un Mondiale che sembra viaggiare a due velocità: davanti i due fenomeni che si sono divisi equamente le sei manches e i secondi posti, dietro e staccati gli altri piloti. Antonio Cairoli contro Jeffrey Herlings, la calma e la gestione delle proprie risorse del grande campione contro l’irruenza del giovane che vuole spaccare il mondo, 9 titoli mondiali contro 3, l’italiano trapiantato (per metà stagione) in Belgio contro l’olandese doc: è un duello fatto di generazioni diverse, stili di guida opposti e modi d’interpretare la gara completamente differenti, e anche per questo bellissimo.

A Neuquen i due si erano divisi equamente le vittorie, con Herlings che era cresciuto a Valkenswaard battendo due volte Antonio Cairoli in rimonta: nel commento post-gara, ci eravamo focalizzati su un Tony deciso ad essere al 100% nel GP italiano di Pietramurata/Arco di Trento (8 aprile), e dunque ancora zoppicante nel finale di gara durante l’MXGP d’Europa. In una Valkenswaard non perfetta dal punto di vista climatico, il campionissimo italiano era calato due volte negli ultimi 10′ della manche, favorendo il rientro di uno scatenato Herlings e terminando due volte secondo, finendo così a 6pti dal rivale. Sei punti che, dopo due gare, sono il nulla cosmico, e infatti sul neonato circuito RedSand di Castellon (sede dell’MXGP di Spagna) ecco la riscossa di Antonio Cairoli: per Tony due vittorie in altrettante manches, ma soprattutto la grande gestione delle due gare disputate sul tracciato iberico.

Pur non avendo conquistato l’holeshot, il nove volte campione del mondo ha preso sempre la testa dopo pochi minuti, scavando il solco decisivo e prendendosi una doppietta convincente e meritata: dietro di lui in entrambe le occasioni Jeffrey Herlings, incappato nuovamente nel ”giovenil errore” di chi non imbrocca una partenza. L’olandese non è mai partito bene a Redsand, costringendosi a rimontare in entrambe le occasioni dalla 7a-8a posizione ed effettuare continui sorpassi: stavolta, però, niente aggancio in extremis a Cairoli e niente rimonta da vittoria, perchè l’italiano è cresciuto nettamente nella condizione fisica da una settimana con l’altra ed ha tenuto alla grande campione consumato. Quasi 5” in gara-1, quasi 2” in gara-2: sono questi i distacchi del weekend iberico, che ha sancito il nuovo ribaltone nel grande duello che animerà tutta la stagione della MXGP. Con queste vittorie, tutto si azzera in un campionato meraviglioso e in una classifica che recita così: Antonio Cairoli 141 punti e tabella rossa, Jeffrey Herlings 141 punti, Clement Desalle (primo degli umani) 103 punti.

L’MXGP italiano sarà dunque decisivo per effettuare un altro piccolo scatto in classifica, e chissà che tutto il campionato non viva di questo duello tra i due piloti KTM: al momento, anche se il talento in MXGP non manca, nessuno sembra in grado di insidiare i due campionissimi della casa austriaca. Gautier Paulin ci ha provato seriamente in Spagna venendo rimbalzato a 23”, Clement Desalle è spesso terzo ma senza insidiare i primi due e Tim Gajser ha vinto in maniera estemporanea la manche di qualifica senza ripetersi in seguito: cronaca di un campionato a due velocità e cannibalizzato da due assoluti fenomeni, che al momento vede Cairoli in crescita fisica e psicologica rispetto al rivale. Chissà che la gara spagnola non possa essere il primo punto di svolta della stagione, con l’italiano che vuole ripetersi nel GP casalingo e dare la prima spallata al rivale. Non sarà facile, ma intanto Antonio Cairoli continua ad aggiornare i numeri di una carriera fantastica: 84 GP vinti (84, come il numero di Herlings), 148 successi di manche e 300 podi sono tantissimi, anche per chi ha vinto 9 mondiali e punta dichiaratamente ad entrare in doppia cifra.

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