Un gradito ritorno alle corse europee, una sfida da provare per centrare quel sogno chiamato ”tripla corona”: Juan Pablo Montoya ha ormai 42 anni e non gareggia nel Vecchio Continente dal lontano 2006, dividendosi tra la Nascar e le IndyCar Series (l’abbiamo visto all’opera nella 24h di Daytona) ed effettuando qualche comparsata nella Race of Champions, ma è pronto al grande comeback nelle corse disputate al di qua dell’oceano.

Un rientro che non sarà ovviamente legato alla F1 e alle serie ad essere collegate, bensì al mondo dell’Endurance e a una gara storica del panorama automobilistico: stiamo parlando, ovviamente, della 24h di Le Mans 2018, che vedrà tra i suoi partecipanti proprio lo stesso Juan Pablo Montoya e con un obiettivo ben preciso. Il colombiano, che ha vinto il GP del Principato di Monaco (a Montecarlo) e la Indy500, può centrare la tripla corona in caso di vittoria nella storica corsa francese (secondo appuntamento della super-season del WEC), e tenterà di realizzare il sogno di ogni pilota già nel 2018: la tripla corona stuzzica tanti piloti, a partire da Fernando Alonso (che sarà al volante di una Toyota nella 24h), e JPM ci proverà alla guida di una monoposto LMP2.

Da quest’anno, infatti, i prototipi (LMP1) e le LMP2 sono confluiti in un’unica categoria che verrà regolata da un proprio balance of performance (per conoscere meglio questo sistema, leggete la spiegazione fatta da Pier Guidi, ndr), e questa svolta regolamentare ha aperto all’ingresso di nuovi team interessati a conoscere il fascino della 24 ore di Le Mans e di questo campionato. In mezzo a tante novità c’è il team United Autosports, che fornirà la Ligier JS P217 #32 con cui Juan Pablo Montoya farà il suo debutto assoluto a Le Mans, schierandosi al fianco di Will Owen e Hugo de Sadeleer: un debutto a Le Mans, ma non nelle 24h, dato che Montoya corre da anni nell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship col team Penske e la sua Acura (anche nella Daytona 2018). E chissà che al colombiano non riesca una nuova impresa, dato che parliamo di un pilota capace di fare la differenza in F1 e anche di vincere l’IndyCar (allora CART Series), la Indy500 e la 24h di Daytona alla prima partecipazione.

Appuntamento per il 16 giugno a Le Mans dunque, e la Ligier #32 non sarà l’unica vettura schierata dal team United Autosports, che aveva già fatto correre Nando Alonso a Daytona: la squadra capitanata da Zak Brown (dt McLaren F1) schiererà anche la Ligier #22 con alla guida Phil Hanson, Filipe Albuquerque e un pilota da definire e che potrebbe provenire dall’Europa. Un autentico attacco a una corsa storica, e chissà che Montoya e soci non possano entrare nella storia, centrando un successo memorabile in una corsa altrettanto memorabile.

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