C’era una volta un pilota al volante della Mercedes solido, lucido e decisamente concreto. Non stiamo parlando di Lewis Hamilton, che tutt’ora resta il leader della scuderia anglo-tedesca. Piuttosto, si è costretti ad utilizzare l’imperfetto per Valtteri Bottas, la seconda guida del team di Stoccarda. Il suo debutto stagionale in Australia è stato a dir poco disastroso: mai realmente competitivo come l’ingombrante compagno, finito a muro in qualifica ed autore di una gara buona, ma non eccezionale. L’ottavo posto, di per sé, considerando anche la gestione obbligatoria della power unit in un campionato lunghissimo, non dev’essere accolto come un risultato totalmente negativo. La giornata no potrebbe toccare anche ad altri protagonisti.

Tuttavia, è inutile non storcere il naso vedendo il Bottas pasticcione e poco lucido di Melbourne e confrontandolo con dodici mesi fa. L’anno scorso, c’era un certo scetticismo su questo finlandese classe 1989. In molti guardavano con scetticismo la scelta della Mercedes di puntare sul talento, allora di proprietà della Williams, per rimpiazzare il ritirato Nico Rosberg. Ovviamente, non è mancato l’accostamento a Toto Wolff, team manager della squadra tedesca e… agente del pilota finnico. Un piccolo conflitto d’interessi, non c’è che dire. Fortunatamente per il numero 1 della casa di Stoccarda, l’investimento è stato azzeccato. Bottas si è rivelato subito molto solido e veloce, al punto da mettere quasi in imbarazzo i vertici che avevano affidato ad Hamilton i galloni della prima guida senza nemmeno prendere in considerazione un piano B. Le sue chance di inserirsi nella lotta per l’iride sono poi crollate drasticamente dopo la pausa estiva, ma non hanno scalfito l’ottima impressione destata sulla maggior parte degli addetti ai lavori.

Quest’anno, invece, la partenza è stata decisamente sottotono. Urge un immediato riscatto in Bahrain, pista sulla quale, nella scorsa stagione, ha stabilito una bella pole position, la prima della carriera. Serve un segnale, possibilmente forte, per dimostrare al mondo di non essere solamente il vice di Hamilton. No, quel ragazzo ad un certo punto scambiato dagli ingegneri per lo stesso Rosberg non può limitarsi solamente ad un modesto compitino. Si può dare di più. Ecco, non sappiamo esattamente se Valtteri sia un amante della musica italiana, ma il motto del trio Morandi-Tozzi-Ruggeri potrebbe diventare un buon mantra.

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