”Non è possibile dare vita a una macchina così veloce nel giro di due stagioni e con risorse economiche limitate. Se sono dei maghi, voglio la loro bacchetta”. Pensieri, musica e parole di Otmar Szafnauer, pacatissimo team principal di una Force India che ha evidenti problemi economici (potrebbe non avere le finanze per chiudere la stagione e le trattative per la cessione avanzano, ndr) ed è reduce dal peggior avvio di stagione dall’era di Vitantonio Liuzzi e dal poco confortante debutto in F1.

Force India si lamenta insieme a McLaren, e il bersaglio è nientemeno che la Haas F1, che invece dal canto suo sta vivendo un avvio di stagione da sogno: quando le due monoposto della scuderia statunitense si sono qualificate al 5° e 6° posto, prima di buttare tutto via tra problemi tecnici (surriscaldamento del motore di Magnussen) e gomme non avvitate (Grosjean), molti team hanno storto il naso e gridato allo scandalo. Non capita spesso di vedere una scuderia ”nuova” della F1 volare nelle prime posizioni (o meglio, è capitato con la sola Brawn GP), e così ecco che l’invidia e le accuse delle altre scuderie hanno iniziato a colpire la Haas VF18: McLaren e Force India hanno contestato il legame troppo stretto con Ferrari e dichiarato che solleveranno la questione nel prossimo Strategy Group, e Fernando Alonso non ha esitato a definire la monoposto ”una Ferrari 2017”.

E così, dopo mille critiche e tanti sospetti, ma anche dopo la risposta di Charlie Whiting (”Sappiamo tutto sul rapporto tra Haas e Ferrari, è completamente legale”), è arrivata anche la spiegazione di Gunther Steiner. L’altoatesino, una figura nota in F1 per le esperienze con Jaguar e Red Bull nonchè attuale team principal di Haas, ha risposto a tono a ogni accusa: Non stiamo facendo nulla che sia contrario al regolamento, non accetto critiche al nostro duro lavoro: non è bello per chi lavora alla Haas e ha sudato per produrre la VF-18 dover sentire queste frasi, anche perchè il modo in cui lavoriamo e la partnership con Ferrari non vanno a violare nessuna regola. Siamo la dimostrazione di come una nuova scuderia può ottenere risultati in breve tempo, e se avessimo copiato la Ferrari saremmo lì a giocarci la vittoria con loro e con Mercedes. Sicuramente ci sono delle similitudini tra le due vetture, dato che usiamo le stesse sospensioni, lo stesso cambio e la Rossa ci fornisce anche il motore: sapete tutti che le sospensioni definiscono buona parte del flusso aerodinamico”.

Ma in cosa consiste, nello specifico, la collaborazione tra Haas e Ferrari? La monoposto statunitense è stata ribattezzata qualche tempo fa ”Ferrarina” da alcuni esperti, e di fatto rappresenta un partner affidabile per la Rossa, che può sfruttare anche i dati degli statunitensi per sviluppare la propria auto e trovare soluzioni nuove: restando totalmente nel regolamento, Ferrari fornisce alla Haas la trasmissione, le sospensioni e parte delle componenti elettroniche e idrauliche, mentre il telaio è costruito e sviluppato dall’italiana Dallara. La Rossa fornisce agli statunitensi anche l’utilizzo della sua Galleria del Vento, e di fatto Haas si ritrova a poter investire il suo (ridotto) budget solo sullo sviluppo delle componenti e sulla perfetta soluzione aerodinamica: nasce anche così l’exploit della Haas, e non solo dalla collaborazione con Ferrari. Un exploit che aveva sorpreso lo stesso Maurizio Arrivabene, perchè tutti abbiamo negli occhi l’immagine del team principal Ferrari che corre nei box della Haas dopo l’exploit nei test di Barcellona: nessuno si aspettava quelle prestazioni dalla VF-18, che ora si candida ufficialmente (affidabilità permettendo) al ruolo di quarta forza del Mondiale.

Il tutto con buona pace di Force India e McLaren, che dovranno ingoiare il rospo e accettare una prassi stabilita dal regolamento, della quale peraltro la scuderia anglo-indiana ha a sua volta beneficiato: per almeno un paio d’anni Force India è stata una sorta di Mercedes-bis, con soluzioni identiche o drammaticamente simili. Insomma, a volte prima di criticare gli altri (e un comportamento che, per quanto non totalmente condivisibile, è concesso), bisognerebbe fare un attimo mente locale…

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