E, finalmente, è caduto anche il tabù di Losail. Dopo tre piazze d’onore consecutive, Andrea Dovizioso assapora il primato in Qatar, vincendo laddove si era sempre inchinato alle prodezze altrui. Un anno fa, era stato Maverick Vinales a sopravanzarlo, mentre due stagioni fa toccò a Jorge Lorenzo precederlo. E nel 2015 il forlivese venne beffato da Valentino Rossi. Tre beffe tutte targate Yamaha. Stavolta, l’occasione era ghiotta, dato il suo feeling straordinario con il circuito arabo e le difficoltà della casa dei tre diapason. Ed il “Dovi” non si è fatto pregare.

Sembrerebbe, dunque, fin troppo semplice analizzare il suo week end qatariota. Ma dietro alla vittoria del vice campione del mondo nella gara inaugurale ci sono tanti messaggi impliciti. Il ragazzo di Forlimpopoli è solido, cinico e consapevole dei propri mezzi. Forse, Dovizioso ha già alzato leggermente l’asticella rispetto alla scorsa stagione. Lo indica anche la determinazione con cui ha conquistato il primato. Andrea non ha mai esagerato, ha scelto la strategia più chiara e lineare. Un segno di maturità molto importante, in linea con quanto intravisto nella seconda metà di 2017. Certo, bisogna anche sottolineare la bontà del lavoro svolto dalla Ducati in inverno, al punto da mettere la Rossa in posizione di vantaggio rispetto alle case costruttrici nipponiche. Una situazione che non si verificava dall’epopea Stoner. Anche questo è un messaggio importante rivolto a tutte le dirette concorrenti. Forse, non è un caso se proprio in Qatar sono iniziati i corteggiamenti per sottrarre il “Dovi” alla sua Rossa di Borgo Panigale. Sondaggi che potrebbero non bastare, stando alle ultime indiscrezioni, secondo le quali l’italiano avrebbe intenzione di proseguire il matrimonio con la casa costruttrice bolognese.

E poi tutti sono rimasti stupiti dalla freddezza con cui Dovizioso ha replicato all’assalto disperato di Marc Marquez all’ultima curva. Terzo duello vinto all’ultima staccata contro il fenomeno spagnolo: un vanto non indifferente. Certamente, una bella iniezione di fiducia ed una minima preoccupazione per il catalano in vista del resto della stagione. E non sorprendiamoci della vittoria nel corpo a corpo: vi ricordate del 2008? Andrea esordì in MotoGP proprio a Losail vincendo un appassionante battaglia per la quarta posizione. Già, ma contro chi? Ah sì, un mostro sacro come Valentino Rossi. Corsi e ricorsi storici, che indicano una linea ideale. Un filo rosso nella crescita di Dovizioso, fatta di tappe e momenti importanti. I tifosi ducatisti sperano che Losail 2018 sia la prima fermata di un nuovo anno da protagonisti e non un episodio rimasto isolato. E, a ben vedere, le speranze sono più che mai fondate.

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