Italians do it better. Già, ora come ora, il mondo dei motori parla rigorosamente italiano. In pochi si sarebbero immaginati uno scenario simile dopo i primissimi appuntamenti iridati. In ogni categoria motoristica, dallo sterrato alla pista, dalle due alle quattro ruote, sventola il tricolore. Un dominio impressionante ed inaspettato per la contemporaneità degli acuti del made in Italy in qualsiasi disciplina.

Solamente i più ottimisti si sarebbero aspettati una Ferrari in testa al Mondiale di Formula 1 dopo le premesse dei test nettamente favorevoli alla Mercedes. Ed invece il circuito di Melbourne ribadisce che le gare non si vincono solamente con il piede a fondo sull’acceleratore, ma anche con una strategia perfetta. E Sebastian Vettel, guidato alla perfezione dagli uomini del Cavallino rampante, si è imposto con una condotta magistrale. Un bel modo per ricordare a Lewis Hamilton ed alla scuderia di Stoccarda che la Ferrari c’è e sarà un ostacolo durissimo sulla strada del pilota inglese verso il quinto alloro della carriera.

Se a Maranello ci si gode il primato in F1, anche a Borgo Panigale non manca il sorriso. Era dal 2009 che la Ducati non esordiva vincendo in MotoGP. Allora sedeva sulla Rossa l’australiano Casey Stoner. Ora il testimone ideale pare essere stato raccolto con successo da Andrea Dovizioso: il forlivese sembra più solido e concreto che mai, come testimoniato dalla vittoria di Losail. Dopo tanti anni ad inseguire, anche il team di Borgo Panigale in Superbike ha mostrato un notevole potenziale. Manca solamente la leadership in classifica generale, ma le tre vittorie in quattro manche con Marco Melandri e Chaz Davies paiono un buon segno nel viaggio verso un titolo che manca dal 2011.

Non regnano solamente le case italiane comunque. I tifosi italiani gioiscono per le imprese di Antonio Cairoli. Tony, quest’anno, dovrà vedersela con Jeffey Herlings, l’olandese compagno di squadra con cui si spartisce i successi e condivide il team e la leadership. Ed ora il messinese della KTM è pronto a staccare l’avversario, magari sfruttando la pista amica di Trento. Non se la passa male nemmeno Valentino Rossi in MotoGP, terzo in Qatar con una splendida gara, nonostante una Yamaha ancora non pienamente a punto. Un modello sempre valido per i giovani. E tra i baby talenti italiani non può non essere menzionato anche Francesco Bagnaia, primo a Losail in Moto 2, davanti all’amico Lorenzo Baldassarri. Non c’è che dire, un gran bel modo per esordire. Più difficile capire e stabilire se durerà sino in fondo. L’ultima volta in cui Ferrari e Ducati hanno vinto le rispettive gare all’esordio il titolo è arrivato a fine stagione. Varrà anche stavolta la cabala?

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