Valentino Rossi molto vicino a Dovizioso e Marquez e in lotta per la vittoria fino al calo delle gomme negli ultimi due giri, Johann Zarco perfetto per 3/4 di gara e Maverick Vinales in difficoltà: Yamaha era uscita così dalla prima gara stagionale della MotoGP sul circuito qatariota di Losail, ma ora è già tempo di guardare avanti e pensare alla prossima prova. Nel weekend si arriva sull’ostica pista di Termas de Rio Hondo, che negli anni ha regalato parecchie soddisfazioni alla casa nipponica: andiamo ad analizzare la situazione dei tre piloti ufficiali del team del diapason.

VALENTINO ROSSI– Il Dottore è probabilmente il pilota Yamaha messo meglio dal punto di vista mentale. Ha rinnovato fino al 2020, sa di avere il polso della situazione nel team ufficiale e di poter indirizzare lo sviluppo della moto ora e in futuro, e i primi risultati si sono visti: su una pista particolare, che vanta un lungo rettilineo e dà molta importanza all’elettronica, Valentino Rossi è andato molto meglio delle attese sia sul passo-gara che nella reale competizione. VR46 era lì a lottare con Marquez e Dovizioso, e si è staccato dai due solo quando le gomme hanno detto ”basta” ed è stato costretto a tirare i remi in barca e accontentarsi del 3° posto. Podio e gara solidissima a 39 anni suonati, e ora il Dottore sogna il bis in Argentina: la pista di Termas de Rio Hondo piace molto a Rossi, che qui ha fallito il podio solo nel primissimo appuntamento iridato. Il peggior risultato nel circuito sudamericano è proprio il 4° posto del 2014, a cui sono seguite la vittoria del 2015 (con annesso contatto con Marquez e polemiche seguenti) e il doppio 2° posto nel 2016 e nel 2017: Rossi spera di poter centrare il secondo podio stagionale e magari chissà, vincere anche la gara su una pista che ha visto trionfare una Yamaha anche nel 2017. Un podio sarebbe ottimo in ottica Mondiale, e questo VR46 lo sa benissimo.

MAVERICK VINALES– Se Rossi sta benissimo dal punto di vista mentale e psicologico, Maverick Vinales invece non si trova assolutamente bene: le dichiarazioni della pre-season, nelle quali aveva definito l’attuale Yamaha ”peggiore di quella dello scorso anno”, sono state seguite da una gara totalmente incolore in Qatar e da un 6° posto deludente per come è arrivato. Lo spagnolo, andato alla deriva nella seconda metà del 2017, non è mai stato in palla nell’intero weekend in Qatar, e ora è chiamato al riscatto sotto ogni punto di vista: fare male anche in Argentina significherebbe alzare bandiera bianca di fronte ai compagni di team dopo due gare, e chi ha appena rinnovato a lunga scadenza (fino al 2020) sposando in toto il progetto-Yamaha non può permetterselo. Se a questo aggiungiamo che Vinales era uscito vittorioso dall’ultima gara disputata a Termas de Rio Hondo, va da sè che questo sia il contesto perfetto per rinascere: dipenderà tanto dalla Yamaha, perchè lo spagnolo non sembra capace di compiere exploit senza una moto perfetta al mille per mille (a differenza di Rossi e Zarco).

JOHANN ZARCO– Velocissimo per 3/4 di gara e in controllo, salvo poi commettere i consueti errori di valutazione e ritrovarsi con le gomme arrosto: Johann Zarco ha vissuto una gara ”consueta” in Qatar, patendo come di consueto la scelta di quelle gomme morbide che meglio si addicono al suo stile di guida, ma ”strappano” facilmente e finiscono col consumarsi anzitempo. La gara è finita col francese all’8° posto, ma la prima da pilota Factory (pur restando in un team clienti) è andata sicuramente bene per JZ5, che ora punta a confermarsi in Argentina: la pista di Termas de Rio Hondo piace parecchio anche al pilota di Cannes, che qui ha vinto in due occasioni in Moto2 e chiuso 5° l’anno scorso nel debutto tra i grandi della MotoGP. Confermarsi sarà fondamentale per Zarco, per due ragioni: nelle prime gare avrà la stessa moto dei piloti ufficiali, ma in seguito non riceverà tutti gli aggiornamenti riservati al team Factory e dovrà arrangiarsi nello sviluppo (è uno dei motivi per cui Tech 3 è passata a KTM). E, soprattutto, quest’anno il francese punterà al bersaglio grosso: i rinnovi di Rossi e Vinales con Yamaha gli hanno chiuso le porte del team ufficiale, e Zarco non vuole stare un altro anno nel nuovo team satellite Yamaha (Marc VDS ad un passo, con Morbidelli). Honda e Suzuki lo seguono con grande attenzione, e per guadagnarsi un sedile di prestigio occorrerà continuare a sorprendere.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *