Weekend intenso per il motorsport: in questi giorni abbiamo visto impegnati i piloti di MotoGP, F1 e Motocross, ma non ci dimentichiamo delle classi inferiori (Moto2, Moto3, F2) e di quei campionati che vengono meno considerati dai grandi media e che analizzeremo meglio domani (WRC e WTCR, stiamo parlando di voi). Del motocross e delle due vittorie di Herlings abbiamo già parlato diffusamente, così come dei risultati di Kiara Fontanesi, e dunque andiamo a riassumere cos’è successo tra F1, MotoGP e serie ad esse connesse.

F1: VETTEL TRIONFA IN BAHRAIN, PAURA PER UN MECCANICO FERRARI– Partire bene, proseguire meglio e difendersi strenuamente nel finale: è stato questo il copione seguito da Sebastian Vettel, che ha centrato la seconda vittoria consecutiva in un avvio di stagione da sogno per Ferrari. La Rossa non vinceva le prime due gare dal 2004 e dallo Schumi VII, e si ripete mischiando forza, consistenza e intelligenza: Sebastian Vettel parte in maniera intelligente e viene protetto bene da Kimi Raikkonen, poi prende il largo andando ad avere un vantaggio intorno ai 7” e vede le sue gomme cedere di schianto nel finale: Valtteri Bottas, che precede un Hamilton bravo a rimontare e chiudere terzo dopo la penalizzazione, arriva fin sotto il secondo di svantaggio, ma deve arrendersi a un Seb lucido e impeccabile, che non lascia il minimo margine per superare e riesce a gestire una monoposto arrivata al limite con gomme soft (non c’era quasi più battistrada, Marchionne dixit). Alla fine trionfa Vettel (49a vittoria nel GP n° 200) con sei decimi sul finlandese e 6”512 su Hamilton, e dietro di loro c’è il vuoto, anche perchè le Red Bull crollano: Verstappen si tocca con Hamilton al via, rientra per cambiare le gomme e si ritira subito per un cedimento al posteriore, mentre Ricciardo va ko al termine del primo giro per un problema elettrico.

E si ritira anche Kimi Raikkonen, che poteva sperare nella doppietta Ferrari grazie al passo messo in mostra ieri: il finlandese aveva agito da bravo scudiero con Vettel, ma viene messo ko da un errore del box Ferrari al momento del pit-stop al giro 36. Un meccanico si sta affannando a svitare una gomma posteriore sinistra che non vuole saperne di staccarsi dalla monoposto, ma il collega chiamato a dare il via libera a Kimi lo fa partire ugualmente: la scena che segue è tremenda, col finlandese che travolge il malcapitato e gli rompe una gamba, fermandosi poco dopo perchè non sarebbe mai riuscito a proseguire con la gomma mezza avvitata e mezza no (e tre gomme supersoft e una soft). E così, il 4° arriva a oltre un minuto (62 interminabili secondi), ed è un favoloso Pierre Gasly: la Toro Rosso-Honda volava su questa pista, e il francesino si tiene dietro Magnussen, Hulkenberg, Alonso (primo doppiato), Vandoorne, Ericsson e Ocon centrando un piazzamento storico. Piazzamento storico anche per la Sauber-Alfa Romeo: Ericsson conquista due punti, mentre Leclerc sbaglia strategia e chiude 12° alle spalle di Sainz e davanti a Perez. Disastrose le Williams, che chiudono 14a e 15a. La nuova classifica iridata vede Vettel in testa con 50 punti, con Hamilton a 33 e Bottas a 22. Si tornerà a correre domenica prossima a Shanghai, gara nella mattinata italiana.

MOTOGP: VITTORIA PER CRUTCHLOW IN UNA GARA FOLLE, NUOVO SCONTRO MARQUEZ-ROSSI– La gara della MotoGP di Termas de Rio Hondo sarà ricordata per due cose: il caos messo in pista da Dorna da un lato, la rottura definitiva tra Marc Marquez e Valentino Rossi dall’altro. Partiamo dalla prima, e da una gara che vede Jack Miller partire…quasi da solo: succede di tutto nel giro di formazione, con l’australiano che azzecca l’intuizione di salire sulla moto con assetto e gomme da asciutto su una pista che va asciugandosi (aveva fatto lo stesso ieri, centrando la pole), mentre gli altri piloti scendono in pista con gomme da bagnato e poi corrono nei box a cambiare mezzo e pneumatici. Mossa vietata dal regolamento, che stabilisce che questo cambiamento di fronte venga punito con la partenza dal fondo della griglia. Solo che stavolta a partire dal fondo sono tutti i piloti tranne Miller, e così dopo un lungo conciliabolo in diretta tv si opta per una soluzione ”salomonica”: i piloti vengono piazzati a partire dall’ultimissima fila disegnata sul tracciato con tanto di ”segnaposto”, mentre Miller scatta regolarmente dalla prima fila con un vantaggio di 5 file su tutti. Dopo l’ennesimo dramma (la moto di Marquez si spegne, lo spagnolo effettua un’inversione a U e va a zonzo per la griglia nel tentativo di farla ripartire, riuscendoci e rientrando nei ranghi), la gara scatta e il vantaggio dell’australiano dura un battito di ciglia: dopo che Zarco manda per le terre il povero Pedrosa, Marquez torna subito in vetta e supera Miller, tentando la fuga su delle condizioni che lo vedono rischiare più di tutti.

Peccato che la manovra citata prima non fosse regolamentare (in teoria, MM93 doveva partire dalla pitlane dopo quella mossa), e così Marquez si becca un ride through e riparte dal fondo: davanti, intanto, Jack Miller torna primo e si forma con quartetto che lo vede girare insieme a Crutchlow, Zarco e Rins. I quattro vanno più veloce degli altri, scavano un solco importante e si giocano la vittoria su una pista che non ammette lievi uscite dalla traiettoria: sbaglia Rins dopo aver superato Miller, che sbaglia a sua volta come sbaglia anche Zarco. Sbagliare equivale a scivolare al 4° posto, e così ne approfitta un pulitissimo Cal Crutchlow, che lancia l’affondo nel finale, resiste al rientro del francese e porta a casa una storia vittoria con leadership del Mondiale (+5 su Dovizioso) per il team LCR di Lucio Cecchinello (in lacrime): secondo Zarco e terzo un entusiasta Rins (primo podio con Suzuki), con Jack Miller quarto e Marquez che finirebbe quinto. E qui va raccontata nel dettaglio la gara dello spagnolo: il 93 risale rapidamente, ma è troppo aggressivo nei confronti degli avversari. Una sua entrataccia fa cadere Aleix Espargaro, la Dorna gli intima di restituire la posizione al connazionale, ma ormai quest’ultimo si è già ritirato: la frittata è fatta, Marquez ha perso 3-4 posizioni per cercare Aleix e diventa furibondo nella guida e poco attento nei sorpassi. La sua entrata su Rabat è ”cattivella”, si sfiora il contatto col povero Luthi, e il fattaccio succede quando l’avversario da superare è Valentino Rossi: Marc entra dando una sonora sportellata al Dottore, che perde l’equilibrio sulla moto, scivola fuori dalla traiettoria e cade imprecando. Lo spagnolo chiede scusa, va avanti e chiude 5° superando anche Vinales (anche se dalle immagini il sorpasso non si è visto), ma viene giustamente penalizzato di 30” per una condotta di gara scellerata: ironia della sorte, chiude 18° davanti a Rossi, al quale tenta di chiedere scusa venendo mandato via a male parole. Rottura definitiva tra i due, mentre nel resto del gruppo Dovizioso chiude 6°, Iannone 8° e Petrucci 10°: malissimo Lorenzo, 15° alle spalle di Morbidelli e mai in gara.

MOTO2 E MOTO3 PARLANO ITALIANO: VINCONO PASINI E BEZZECCHI– L’Italia motociclistica si infuria per il contatto Rossi-Marquez, ma esulta anche per le vittorie nelle classi inferiori. In Moto2 Mattia Pasini è un drago, e si difende con le unghie e con i denti: il pilota del team Italtrans trionfa con la sua Kalex, precedendo di 850 millesimi Xavi Vierge e di 1”414 Miguel Oliveira, primo tra i duellanti per il titolo. 4° Baldassarri davanti ad Alex Marquez, mentre chiude 7° Joan Mir ed è 9° Pecco Bagnaia con 22” di ritardo dopo una rimonta dalle retrovie in seguito a una qualifica deludente e Lowes chiude 13°. Per quel che riguarda gli altri italiani, 15° Locatelli davanti a Luca Marini, con Fenati 19°, Manzi 21°, Corsi 23° e Fuligni 27° su 29 arrivati. In Moto3, invece, la vittoria arriva dal sorprendente Marco Bezzecchi: il pilota del team Redox Pruestel GP domina con la sua KTM, infliggendo 4”689 ad Aron Canet, che guida il gruppetto con tutti gli altri e precede sul podio Di Giannantonio. 4° Enea Bastianini e 7° Dalla Porta, con Jorge Martin solo 11° a 25” dal vincitore: per quel che riguarda gli altri italiani, chiude 8° Antonelli, con Arbolino 10°, Migno 13° e le cadute di Foggia e Bulega. Nel Mondiale Moto2, guida Mattia Pasini con 38 punti, precedendo Baldassarri (33) e Bagnaia (32). In Moto3 invece leadership per Canet con 40 punti: lo spagnolo precede il connazionale Martin (30) e Bezzecchi (27).

F2: VITTORIA PER MARKELOV, 6° GHIOTTO– La giornata si era aperta con lo spettacolo della Formula 2, che vive la sua sprint race (primi 8 di gara-1 invertiti in griglia) da 22 giri e ci regala spettacolo ed emozioni: la vittoria va al russo Artem Markelov (Russian Time), che già aveva fatto vedere buone cose nella giornata di ieri e conquista dunque i 15 punti previsti per questa speciale prova. Secondo Gunther con la vettura dai colori Force India del team BWT Arden e 2”105 di ritardo, terzo invece Sergio Sette Camara a 3”803: Lando Norris (Carlin) chiude 4° a 5”, precedendo De Vries e il nostro Luca Ghiotto, che chiude staccato di 15”696 e dovrà crescere nelle prossime gare. 12° invece Antonio Fuoco, che non conquista punti in questa tappa di Sakhir. Nel Mondiale, guida Lando Norris con 39 punti, precedendo Markelov (30) e Sette Camara (28): Luca Ghiotto è 9° coi 4 punti conquistati oggi. Le prossime gare saranno il 28-29 aprile a Baku.

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