Non ci sono solo F1, Motomondiale e Mondiale Motocross: come vi abbiamo ribadito più volte su queste pagine e durante la nostra trasmissione radiofonica ”Bandiera a scacchi” (a proposito, seguiteci dalle 17.45 alle 18.30 sulle frequenze di Radio Ticino Pavia: FM 91.8 e 100.5, streaming qui), la nostra intenzione è quella di seguire tutte le forme del motorsport, e così faremo. E dunque eccoci a commentare gli altri motori che si sono disimpegnati in questo weekend: seguiteci in un focus sul debutto del nuovo Mondiale WTCR e sul Rally di Corsica, quarta prova del Mondiale WRC.

WTCR: GABRIELE TARQUINI INCANTA A MARRAKECH, DUE VITTORIE SU TRE– 56 anni compiuti da un mese circa e non sentirli: Gabriele Tarquini è una delle leggende del Mondiale turismo (vinse il titolo nel 2009), e la tanto discussa fusione tra il WTCC e il TCR, che ha dato vita al nuovo campionato WTCR sotto l’egida della FIA e a una serie aperta a vetture di marchi storici (è rientrata anche l’Alfa Romeo, con Giovanardi e Morbidelli, entrambi over-50) affidate a team privati, l’ha riportato ufficialmente nel Mondiale dopo un anno di purgatorio nel TCR e tante vittorie. Il Cinghiale aveva fame e voleva mostrare a tutti il suo talento, e ne ha approfittato sin dall’inizio della prima delle tre gare disputate sul circuito di Marrakech, teatro del debutto di questa serie sul circuito già visto in Formula E e nelle scorse stagioni del WTCC: per lui la testa della corsa dal primo giro, e una stoica resistenza alla pressione del compagno di marca e campione del mondo 2017 (con Volvo, che si è ritirata) Thed Bjork. Un grande successo per il BRC Racing Team e per Tarquini, mentre dietro di loro è successo di tutto, con tanti contatti, una bandiera rossa, due safety car (una causata dalla perdita di una gomma per Michelisz, compagno di Tarquini) e tantissimi sorpassi. Tarquini ha resistito a Bjork, mentre dietro di loro Rob Huff (Volkswagen, Loeb Racing) ha difeso il podio dagli assalti di Jean-Karl Vernay (Audi Sport Leopard Lukoil Team) e di Mehdi Bennani (Loeb Racing), che sono andati a completare la top-5 del primo appuntamento del WTCR.  Lontanissime invece le Alfa Romeo, con Giovanardi 19° e Gianni Morbidelli 20°.

E per Morbidelli gara-2 è andata anche peggio, dato che è uscito dopo un contatto con Szabò: out anche Tarquini per i postumi di un contatto avvenuto a inizio corsa, e così la seconda prova del weekend ha avuto un altro padrone, sancendo la vittoria dell’Audi guidata da Vernay. Per lui una vittoria di spessore, nata anche grazie alla griglia invertita, oltre che alle proprie capacità e ai consueti colpi di scena: il francese non ha mai lasciato margini di sorpasso a un ottimo Mehdi Bennani, ancora molto consistente sul circuito di casa, con Oriola (Cupra, Campos Racing) terzo e deluso dopo una brutta partenza. Lo spagnolo ha difeso il podio dagli assalti di Ehrlacher (Honda Civic, ALL-INKL.COM Munnich Motorsport), mentre Bjork è arrivato 5° e Nobrt Michelisz ha chiuso 7°: solo 14° Giovanardi, comunque in crescita rispetto a gara-1. La mazzata per le Alfa Romeo è arrivata però in una gara-3 che le ha viste uscire entrambe, mentre davanti Gabriele Tarquini conquistava una nuova vittoria con una Hyundai i30 semplicemente perfetta: pole e gara dominata per il 56enne italiano, che ha preceduto sul podio le consorelle guidate da Yvan Muller e da Thed Bjork (auto dell’Yvan Muller Racing, appunto). Bjork aveva ripetuto il copione della prima gara, ma un errore (ha toccato per errore il pulsante di spegnimento) l’ha fatto scivolare al 3° posto e ha messo a rischio il suo piazzamento sul podio: Ehrlacher l’ha attaccato senza esito, chiudendo quarto davanti a Michelisz e alle vetture del Loeb Racing guidate da Bennani e Huff. E così, Tarquini chiude con due vittorie su tre, e guida il Mondiale WTCR dopo la prima tappa: l’italiano, nonostante lo zero in gara-2, si trova infatti a 62 punti e precede Bjork (51) e Vernay (41). Ci sarà da divertirsi in questa serie motoristica, che tornerà a far visita sulle nostre pagine il 28 e 29 aprile sul tracciato dell’Hungaroring, noto per la F1.

WRC: SEBASTIEN OGIER TRIONFA NEL TOUR DE CORSE, LOEB SUBITO OUT– L’ultimo appuntamento del weekend motoristico (che ci ha visto assistere anche al test di 30h del WEC a Le Castellet: Toyota avanti nei prototipi, Ferrari dietro a Porsche e Ford nella GTE Pro) era rappresentato dal Tour de Corse, il rally più prestigioso sull’asfalto. Una corsa molto cara a Sebastien Loeb, che ha disputato qui una delle tre wild card stagionali, ma è uscito nella seconda prova speciale commettendo un errore venale: troppa velocità in una curva a sinistra, e così è finito in un fosso danneggiando irrimediabilmente la sua Citroen e chiudendo la gara anzitempo. Loeb out, Ogier dominatore del rally casalingo: il francese ha vinto anche qui, conquistando il terzo successo nei 4 rally d’inizio stagione e imponendo un ritmo insostenibile per tutti. Solo Loeb stava reggendo il suo passo, ma la sua uscita di scena ha spianato la strada all’erede, incontenibile sull’asfalto con la sua Ford Fiesta preparata e gestita da M-Sport: i 36” inflitti al secondo classificato sono riduttivi rispetto al dominio mostrato dal 5 volte iridato su tutti gli avversari a partire da Ott Tanak. L’estone ha chiuso infatti 2° con la sua Toyota, mentre Thierry Neuville ha chiuso terzo a 1’07”5 faticando a trovare l’assetto giusto sulla sua Hyundai i20: pochissimi errori per il belga, ma meno velocità rispetto al rivale e tanto nervosismo. 4° Dani Sordo, che ha approfittato dell’errore di navigazione commesso da Meeke (una nota sbagliata l’ha spedito fuori strada, è arrivato 9°), della foratura di Lappi e del ritiro di Latvala per scalare la classifica nonostante un weekend davvero anonimo: lo spagnolo è sempre andato forte sull’asfalto, e invece stavolta ha deluso, chiudendo a 2′ e precedendo un ottimo Elfyn Evans. E così, con questo successo, Sebastien Ogier domina nella generale del Mondiale nonostante la brutta prestazione in Svezia: il francese guida la classifica con 84 punti, precedendo Neuville (67) e Tanak (45). Se dovesse vincere anche in Argentina, allora il campionato sarebbe già discretamente indirizzato: appuntamento fissato per il 26-29 aprile.

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