Numeri e concretezza in pista, numeri favorevoli e corsi e ricorsi storici fuori dal tracciato. Il GP del Bahrain ha regalato a Sebastian Vettel il secondo successo in altrettante gare: un dato che non capitava in casa-Ferrari dal 2004, quando Michael Schumacher vinse in Australia e in Malesia (arrivando addirittura a 5 vittorie consecutive) nell’anno del 7° Mondiale, e che spesso è stato simbolo di successo iridato: la Rossa spera e sogna, anche perchè Vettel si ritrova ad avere 17 punti di vantaggio sul primo inseguitore (Hamilton) e ha ottenuto un successo che fa morale e ha regalato emozioni a tutti.

Su un circuito ostico come Sakhir, Vettel è partito bene, difendendo la posizione dagli assalti degli avversari e prendendo pian piano il largo: dopo il primo pit-stop il tedesco si è trovato a duellare per un brevissimo tratto di corsa con un rimontante Lewis Hamilton (che doveva ancora fermarsi, ovviamente), riuscendo a vincere la battaglia e riprendersi agevolmente la testa della classifica nei giri seguenti. Seb ha guadagnato fino a 7-8 secondi su Bottas e 14 circa su Hamilton, finendo però col vivere un finale al cardiopalma. Il pit-stop orchestrato dalla Rossa forse era stato troppo anticipato, anche perchè nasce da una meravigliosa ”furbata” di Mercedes che aveva mandato fuori dal box i meccanici simulando l’undercut, salvo poi farli rientrare non appena Vettel si era fermato per cambiare le gomme, e così i pneumatici del tedesco si sono usurati progressivamente fino a favorire il clamoroso rientro di Bottas. In 10 giri, siamo passati dai 7-8 secondi di margine per Vettel ad avere un Bottas staccato di soli tre decimi e potenzialmente pronto al sorpasso. E qui Seb ha tirato fuori il numero della giornata, difendendosi strenuamente e spremendo allo stremo la vettura e le gomme per conquistare il secondo successo in altrettante gare: vittoria per quasi 7 decimi, con la consapevolezza che con un giro in più tutto sarebbe cambiato perchè (Marchionne dixit) ”la gomma non aveva più battistrada”.

Miracolo di Vettel e difesa da campione dunque, ma anche l’altra faccia della medaglia per Ferrari. Il weekend di Sakhir ha portato alla vittoria del tedesco, ma anche all’infortunio del meccanico Francesco Cigarini e al tremendo impatto con la vettura di Kimi Raikkonen: Cigarini si stava affannando per svitare la posteriore sx durante il pitstop, dato che la gomma non si staccava dalla monoposto con la sua consueta procedura, ma l’addetto al semaforo ha dato ugualmente il via libera a Kimi Raikkonen per la partenza. L’impatto tra la ruota della Ferrari e la gamba del meccanico è stato inevitabile, anche perchè gli uomini in rosso, a differenza di svariate altre scuderie, si posizionano davanti alla gomma durante il pit-stop (procedura collaudata, si guadagna qualche fondamentale decimo di secondo: l’ha svelato la BBC): è nata così la frattura di tibia e perone per lo sfortunato Francesco, che è stato subito operato con successo e ora si riprenderà nei prossimi mesi. Questo episodio ha portato la Ferrari e Raikkonen a ricevere 50mila euro di multa per unsafe release, e al ritiro del finlandese, che si è ritrovato montate tre gomme di una mescola e la superstite del vecchio treno (mezza svitata, tra l’altro).

Stop inevitabile per Kimi, che inizialmente aveva preso con freddezza l’accaduto (”Andrò a trovare il meccanico? Ci sono persone più adatte a stargli accanto”), salvo poi chiamare nella serata di ieri Francesco Cigarini per chiedere lumi sulle sue condizioni e scusarsi per l’accaduto: da un lato la vittoria, dall’altro un incidente evitabile con più attenzione ai box (perchè è stato dato il via libera?). Ferrari, nonostante tutto, guida anche il Mondiale costruttori, e proverà ad allungare ulteriormente domenica a Shanghai: non sarà facile, vista la conformazione di una pista spesso favorevole a Mercedes, ma Sebastian Vettel non vuole smettere di sognare e Kimi Raikkonen (molto veloce a Sakhir) ha tanta voglia di riscatto.

 

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