C’è una lezione dietro ogni sconfitta. Jeffrey Herlings lo ha capito in fretta. Ha analizzato ciò che gli aveva impedito di vincere nelle ultime gare. Ha intuito in fretta che la sua straordinaria velocità non doveva essere solamente un jolly da utilizzare per rimediare agli errori o alle imprecisioni. No, quella capacità di tenere aperto il gas anche laddove la fisica e la ragione lo impedirebbero rappresenta un valore aggiunto. Non è semplicemente un perno su cui far leva, anche con un pizzico di sufficienza.

Così, l’olandese volante ha perfezionato il suo punto debole, vale a dire la partenza.  Certamente, le qualifiche sono state curate meglio rispetto alle gare precedenti. Tuttavia, ha impressionato la puntualità della sua partenza. Herlings ha dominato dall’inizio alla fine, riproponendo quella sensazione di dominio schiacciate solo accennata nella scorsa stagione ed ostentata fin troppo prepotentemente in MX2. Quando guida in totale controllo, Jeffrey è semplicemente mostruoso.

Per limare i suoi limiti, ha scelto il luogo perfetto: la tana dell’acerrimo rivale Antonio Cairoli. Il numero 84 ha iniziato attaccando fin dalle prime prove. Ha messo sotto pressione il padrone di casa costringendolo ad inseguire. Ha tentato di minarne le certezze a suon di giri veloci. Ed in entrambe le manche si è reso imprendibile per il siciliano. Una doppia stoccata al morale di Cairoli, specialmente perché la vittoria olandese si è materializzata nel fortino amico del campione del mondo, quel GP del Trentino dominato da Tonino nelle ultime due edizioni.

Ovviamente, conoscendo il messinese, la battaglia è solo all’inizio. Tuttavia, Herlings sta mostrando un carattere tosto, abbinato ad una velocità innata. Una solidità psicologica che gli sta permettendo di sfidare come pochi altri prima di lui il dominatore dell’ultima decade della MXGP. Certo, Cairoli ha già perso contro altri piloti, ma difficilmente si è trovato di fronte ad un osso durissimo come Jeffrey, uno capace di scrollarsi di dosso le eventuali batoste, pronto a crescere e a farsi beffe della pressione. Almeno per ora. Certamente, battere quel ragazzotto con il viso pulito, gli occhi scuri ed il sorriso pronto non sarà un compito facile nemmeno per un fuoriclasse come Tonino.

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