Nato da un’intuizione del nostro amico Edoardo Mossi, e diventato ben presto un appuntamento fisso della stagione dell’off-road e di chi si avvicina ai rally-raid di durata con l’obiettivo di correre in futuro della Dakar: non si può riassumere in modo migliore il Merzouga Rally, una corsa che si dipana in Marocco e nasce da un’idea dell’ex pilota tortonese, che ha disputato la Dakar sia in auto che in moto e poi ha deciso di fondare il suo rally. Da qui, e dalla passione per un paese ricco di scenari bellissimi e deserti insidiosi com’è il Marocco, è nato il Merzouga Rally, destinato solo a moto/quad/side-by-side e venduto a qualche anno dalla sua fondazione ad ASO. Con questa mossa, il Merzouga è entrato a far parte delle Dakar Series, le gare d’avvicinamento alla Dakar, e si è guadagnato ulteriore fama: la corsa, non pensata per le auto, ha visto vincere ogni anno un pilota diverso. Nel 2010 aveva inaugurato il Merzouga Helder Rodrigues, e negli anni seguenti hanno vinto Jakub Przygonski, Jacek Czachor, Sam Sunderland (2013), Pal-Anders Ullevalseter, Alessandro Botturi (2015) e recentemente Kevin Benavides (2016) e Xavier de Soultrait (2017): nessuno ha dunque vinto due volte il Merzouga, ma tanti piloti si iscrivono, perchè chi lo completa senza intoppi viene ammesso di diritto alla Dakar. Ora andiamo a scoprire qualcosa in più sul percorso e sui partecipanti a questa corsa, che vivrà dal 15 al 20 aprile.

IL PERCORSO: DUNE E PERICOLI SUL SUOLO DI SUA MAESTÀ– Il Marocco è ancora una monarchia, e proprio il re è (insieme agli sponsor) uno dei promotori del Merzougla Rally 2018, che partirà soft: domenica 15 aprile si inizia con 40km circa di free practice meno esperti, una ”scuola” tra le dune e le piste da seguire col road-book, nella quale si proveranno le note e quant’altro. Poi, un prologo di 5km che farà da preludio alla tappa 1 di lunedì: moto/quad e SxS vivranno percorsi diversi, con alcune zone inedite e tanta sabbia. Si sale subito di difficoltà martedì, con una frazione nella quale la navigazione si fa fondamentale e rischiosa: perdersi è un rischio, soprattutto quando il giorno dopo ci sarà la tappa Marathon. Il rally punta a sud per arrivare a un bivacco isolato e sin qui inesplorato, nel quale i piloti dormiranno prima di dedicarsi alla 4a tappa: sarà fondamentale non avere gravi danni (l’assistenza sarà minima), anche perchè il percorso del penultimo giorno prevede i tipici guadi sabbiosi ai piedi dell’Atlas. Si chiude il 20 aprile (venerdì) con 30km che si dipanano sulle dune: in teoria si celebreranno i vincitori, ma qualcuno proverà il ribaltone forzando il ritmo.

MERZOUGA RALLY 2018: DA BARREDA A PRICE, I PILOTI CHE PRENDERANNO IL VIA DOMENICA– Prove tecniche di Dakar nelle moto. Il favorito d’obbligo si chiama Kevin Benavides, maturato durante la Dakar 2018 e sicuramente favorito in una corsa che ha già vinto. Proveranno a insidiarlo big come Pablo Quintanilla (Husqvarna), Paulo Gonçalves, Toby Price e Stefan Svitko, ma soprattutto il pilota più atteso del Merzouga: Joan Barreda rientrerà dopo aver completato la riabilitazione post-infortunio. Chissà che non possa rientrare a breve. Ma quali saranno gli italiani nelle moto: i più attesi sono Alessandro Botturi (ufficiale Yamaha), Jacopo Cerutti e Maurizio Gerini, questi ultimi entrambi Husqvarna ed entrambi vogliosi di dedicare qualche bel risultato al compianto Vignola. Prenderanno il via anche Francesco Catanese (Yamaha), Vanni Cominotto (Sherco), Simone Agazzi (Honda), Angelo Pedemonte (Sherco), Gabriele Minelli, Giorgio Papa e Luca Saporiti (KTM), Francesco Tarricone (Beta) e Claudio Mana (KTM): in tutto 12 italiani su 92 iscritti nelle moto.

QUAD E SIDE-BY-SIDE: GIOVANI AL VIA, ISCRITTO ANCHE CHECA– Avete letto bene. Tra gli iscritti al Merzouga Rally c’è anche Carlos Checa, che si cimenta in questa sfida correndo con un veicolo side-by-side e preparandosi alla lontana a un potenziale sbarco nella Dakar delle auto. Lo spagnolo corre in una classe numerosa e stimolante: la punta di diamante italiana sarà Camelia Liparoti (Yamaha)., che verosimilmente si giocherà la vittoria: sono 36 i veicoli SxS coinvolti, con piloti decisamente interessanti. Torna nelle Dakar Series Andrè Villas Boas, che sfiderà il maestro Ruben Faria (Can-Am), ma soprattutto in gara ci sarà l’ex pilota MotoGP e campione SBK Carlos Checa: l’iberico tenterà una nuova sfida alla guida del suo veicolo Polaris. Iscritti anche qui svariati italiani: presenti Stefano Pelloni (Yamaha), che verrà affiancato come copilota dall’esperto motociclista Paolo Ceci, e Davide Cominardi (Yamaha).

Parco partenti povero, invece, nei quad: i francesi Dutrie e Vitse sembrano destinati a giocarsi la vittoria, in una categoria che vedrà solo 14 mezzi iscritti e nessun italiano. In tutto, dunque, il Merzouga Rally attira circa 140 iscritti.

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