Se non facesse il pilota, Daniel Ricciardo potrebbe tranquillamente fare il presentatore televisivo. Davanti alle telecamere non ha la benché minima pressione, si diverte con disinvoltura a farsi riprendere mentre inventa sketch e gag di ogni sorta. Ha un sorriso caloroso e contagioso, fa quasi sentire a casa mentre parla con pacatezza ai microfoni. E poi è genuino nelle sue emozioni. Non nasconde mai la scontentezza, anche se non tiene il broncio. Dice apertamente la sua, con educazione, senza preoccuparsi di andare controcorrente. Sarebbe veramente perfetto per un programma TV, magari in Italia, la sua seconda patria.

Eppure Daniel è un pilota di F1, non dimentichiamocelo mai tra i suoi mille scherzi. E, quando la macchina glielo consente, sa essere veramente straordinario. Ridendo dice che i Gran Premi vinti da lui siano i più divertenti. Effettivamente, pochi top driver possono vantare le sue prodezze, specialmente nel momento decisivo. Ricciardo riesce ad unire una guida spettacolare con una freddezza incredibile quando si tratta di finalizzare. Anche ieri lo ha dimostrato. Non si è fatto trascinare nel caos della foga come accaduto al compagno Max Verstappen. Ha preferito usare la pazienza e la consapevolezza dei propri mezzi. Nessuna follia, ma sorpassi duri e precisi, mai scorretti. Ha usato il fioretto con le Ferrari ed Hamilton e la clava con Bottas, senza mai superare il limite. Una virtù che in pochi possiedono in questa Formula 1.

Vedendo lo spettacolo offerto sul tracciato di Shanghai verrebbe quasi da rammaricarsi per lo zero rimediato in Bahrain. Effettivamente, con una classifica così corta, un buon piazzamento nel paese arabo avrebbe fatto comodo. Di sicuro, il messaggio inviato dalla Cina è forte e chiaro, specialmente per le orecchie della Red Bull: con una macchina competitiva ed affidabile, Daniel può giocarsi gare e titolo senza alcun problema. Avrebbe tutto per farcela, dal talento alla costanza di rendimento, dalla visione della corsa alla lucidità nei sorpassi. Manca il mezzo. E su questo lui può fare ben poco.

Un altro messaggio è rivolto a Verstappen. Il giovane olandese appariva come il logico capitano. Persino la Red Bull si era sbilanciata facendo capire come un successo iridato del baby talento fosse quasi più gradito di un acuto dell’australiano. Ancora una volta, Ricciardo ha dimostrato di non avere nulla da invidiare al campioncino figlio d’arte. Anzi, visti la capacità di leggere la gara e quel pizzico di esperienza in più, parrebbe essere Daniel il pilota messo meglio in ottica campionato e non solo punti alla mano. Il guanto di sfida alle presunte gerarchie verrà prontamente raccolto?

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