Due su due. Anzi, quattro su quattro. Anzi, sette su dieci. L’avvio di stagione di Jeffrey Herlings è stato a dir poco impressionante. Certo, era chiaro che con l’olandese tutti i pretendenti al titolo iridato avrebbero dovuto fare i conti. La sua forza era nota per via delle sue imprese nella categoria minore. In pochi si sarebbero aspettati una marcia trionfale simile alla sua seconda stagione. Sette successi su dieci manche a disposizione, più del doppio degli acuti del compagno di squadra e primo inseguitore in classifica Antonio Cairoli: numeri da capogiro, ai quali vanno sommati i secondi posti come peggiori risultati di una partenza sprint sensazionale. Ed è solamente per merito del fuoriclasse siciliano se Herlings non ha completamente preso il largo. Resta comunque la sensazione di superiorità espressa finora dal numero 84, inattaccabile quando non ci sono intoppi di vario genere.

Siamo di fronte ad un dominatore? Per ora no. La classifica dice che comunque Cairoli non è affatto lontano. Sedici punti sono un distacco non elevato. Ora, piuttosto, per entrambi i contendenti al titolo si apre una sorta di limbo, tra paradiso e dannazione. Se Tony dovesse perdere altri punti per strada finirebbe per compromettere la rincorsa al decimo. Herlings ha un buon margine, ma, come insegna la storia di questo sport, basta poco per smarrirsi lungo il cammino.

Inoltre attenzione alla sorte, capace di giocare brutti scherzi. Ne sono consapevoli i due rivali: Cairoli lasciò per strada il titolo 2015 con un grave infortunio ad inizio stagione, mentre a Jeffrey ancora bruciano i Mondiali cestinati nel 2014 e nel 2015 per incidenti vari. Anche per questo motivo ogni occasione diventerà importantissima e qualsiasi giornata no dell’avversario sarà oro. Antonio, per ora, si limita ad attendere che l’altro alfiere KTM accusi il momento di flessione, mentre l’olandese cerca fin da subito di stroncare la resistenza del siciliano vincendo e sradicandone morale e convinzioni psicologiche. Filosofie diverse per campioni differenti. Vedremo chi la spunterà.

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