Dici Aragon e pensi immediatamente a Chaz Davies. Logico quando si è di fronte ad uno dei piloti più vincenti sul circuito spagnolo da quando vi corre la Superbike. Il feeling tra il ducatista e la pista iberica è veramente notevole. Sette i suoi centri negli ultimi tre anni, fermato solamente in alcune circostanze da Sua Maestà Jonathan Rea. A maggior ragione, dunque, c’erano grandi aspettative su di lui alla vigilia del terzo round stagionale.

Il bilancio della trasferta aragonese è indubbiamente positivo. I 45 punti raccolti, figli di un secondo ed un primo posto, vanno a sommarsi al bottino racimolato in Thailandia, dove aveva totalizzato lo stesso punteggio. L’unico neo sulla sua stagione, per ora, è lo zero in Australia, rimediato a causa di una scivolata nelle ultime curve di Phillip Island in gara 2. Tuttavia, nonostante quell’handicap, Chaz è lì, solamente dodici punti dietro al capoclassifica Rea. Un’inerzia se si pensa alla lunghezza del cammino ancora da compiere.

Ad Aragon, Davies si è tolto lo sfizio di battere Johnny in un acceso corpo a corpo. Era capitato anche nelle scorse stagioni, ma allora erano apparse più come piccoli intoppi nella marcia trionfale del Cannibale britannico. Passi falsi annullati dal dominio schiacciante esibito dal numero 1 in sella alla Kawasaki. Stavolta, Rea aveva bisogno di vincere per allungare nuovamente sui suoi avversari. Per raggiungere il suo scopo ha sfoderato il meglio del repertorio. Eppure, nemmeno le sue staccate mirabolanti gli hanno permesso di battere Davies. Addirittura, il nordirlandese è arrivato lungo nel vano tentativo di reggere il ritmo imposto dal rivale. L’errore in frenata del fuoriclasse della “Verdona” rende merito alla grandezza di Chaz.

C’è un però. Aragon doveva essere una pista amica, un circuito in cui si poteva guadagnare pesantemente terreno sul rivale della Kawasaki. Ed invece, di fatto, il distacco è rimasto invariato. Il rimpianto principale è legato alle qualifiche, rovinate dallo scivolone. Partire così indietro ha, forse, compromesso la possibile doppietta del gallese. E così Rea è riuscito a mantenere il vantaggio. Ed allora il dubbio è questo: se sulle piste alleate Davies non riesce a guadagnare pesantemente sul rivale, che succederà in tracciati favorevoli al nordirlandese? Aggiungiamoci anche le limitazioni che potrebbero essere imposte alla Ducati in virtù dell’eccessivo dominio, a cui vanno aggiunte le migliorie a disposizione della Kawasaki. Insomma, Aragon potrebbe non avere un sapore così dolce come suggerito dai risultati ottenuti.

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