Tante emozioni, un dominatore in ogni classe e qualche sorpresa in positivo e in negativo: le prime tre tappe del Merzouga Rally ci hanno lasciato tante indicazioni sulla stagione che verrà e mostrato una strepitosa Honda nelle moto, mentre deludono di base gli italiani presenti e qualche protagonista molto atteso (Checa) è incappato in un errore. Andiamo a fare un punto dopo le prime tre tappe, coi corridori che stanno affrontando la tappa Marathon, nella quale non potranno ricevere assistenza sino alla mattinata inoltrata di domani.

1A TAPPA: BARREDA DOMINA NELL’ANELLO INTORNO A MERZOUGA, RUBEN FARIA GUIDA GLI SxS– C’è sempre Honda in testa nelle moto, che dopo la prima vittoria di Kevin Benavides nel breve prologo di 5km diventano proprietà di uno strepitoso Joan Barreda: lo spagnolo era alla prima gara dopo il brutto infortunio della Dakar e le varie operazioni a cui si è sottoposto, ma è partito subito forte infliggendo un ritmo insostenibile per tutti nei due anelli che avevano partenza e arrivo alla stazione di servizio Afriquia di Merzouga e garantivano assistenza agli atleti tra un tratto e l’altro: dune, sabbia e acqua per 201km, il tutto inframmezzato da mezz’ora di pausa. Barreda è stato superlativo, e ha inflitto 8’03” a Franco Caimi (Yamaha), 11’17” a Pablo Quintanilla (Husqvarna), 11’25” a Ricky Brabec (Honda), 12’56” al compagno Kevin Benavides, 14’23” a Pedrero Garcia (Sherco) e 14’54” a Toby Price: come prendere subito un grande vantaggio, e mettere un’ipoteca su una corsa divisa in 5 tappe. I migliori italiani sono stati Botturi (Yamaha), 14° a 30’21”, e Cerutti che ha chiuso 15° a 38’10” con la sua Husqvarna. Nei quad il più veloce è stato Kubiena, che ha inflitto 33′ ad Axel Dutrie e 1h08′ al pilota locale Ali Anaam. Tutto diverso invece nei side-by-side: l’ex motociclista Ruben Faria ha inflitto 15” al vincitore della Dakar Reinaldo Varela e 8’51” a un sorprendente Carlos Checa: lo spagnolo si è dunque trovato nelle primissime posizioni del suo primo rally-raid, a differenza della nostra Camelia Liparoti (40’15” di distacco) e di Andrè Villas Boas (3h43′ di ritardo).

2A TAPPA: RISCATTO PER BENAVIDES, CHECA RESISTE NEI SxS– La seconda tappa prevedeva due anelli da circa 175km complessivi, con la consueta assistenza all’Hotel Tumbouctou e un percorso variegato: tanto sforzo fisico, difficoltà di navigazione e le difficili dune di Erg Chebbi a complicare la vita dei piloti. Maggiori difficoltà e una piccola preparazione alla tappa Marathon dunque, e così è uscito nuovamente fuori Kevin Benavides: l’argentino ha regolato tutti, chiudendo con 2’16” su Quintanilla, 3’41” su Price, 7’42” su Caimi, 8’10” su Cornejo e 8’17” su uno Joan Barreda che ha praticamente perso tutto ciò che aveva guadagnato il giorno prima. Classifica riaperta in una tappa fisica, ma non per gli italiani: Cerutti ha chiuso 12° a 17’10”, Botturi 15° a 19’46”. Ribaltone invece nei quad: Kubiena si è eclissato, lasciando la vittoria di tappa ad Axel Dutrie con 10’58” sul connazionale Forestier e 13’24” sull’altro francese Vitse. Negli SxS, invece, ha vinto il sorprendente statunitense Currie: per lui il vantaggio-monstre di 18’32” su Henricy e 23’15” su Carlos Checa, che ha recuperato 34” a Ruben Faria e si trovava momentaneamente secondo nella generale: ancora male Camelia Liparoti con 44’54” di ritardo, disastroso Villas Boas con 4h06” di distacco.

3A TAPPA: NUOVA FUGA PER BARREDA, FARIA VOLA NEGLI SxS– Dopo aver perso qualcosa il giorno prima, ecco la nuova fuga per Joan Barreda: lo spagnolo vola nella tappa più difficile, la prima parte della tappa Marathon che si dipanava attraverso 241km che alternavano le dune dell’Erg Rissani, dell’Erg Chebbi, gli splendidi paesaggi della zona di Fezou e le dune dell’Erg di Ouzina per poi portare i corridori al bivacco dove passeranno la notte. Importante preservare la moto e non commettere errori, ed è uscita l’esperienza dello spagnolo: Barreda ha inflitto 8’59” a Quintanilla, 9’15” a Kevin Benavides, 10’49” a Toby Price, 11’21” a Franco Caimi e 13’39” a Ignacio Cornejo, con Brabec, Pedrero, Gonçalves e Svitko a completare la top-10 e Botturi 15° a 22’30”. Tracollo invece per Jacopo Cerutti: i suoi sogni di entrare nella top-15 si sono infranti dopo un errore che l’ha portato a chiudere la tappa a 2h34” e uscire di classifica. Nei quad, invece, vince a sorpresa il britannico Aldington con 1’49” su Dutrie e 4’06” su Forestier. Finisce anche il sogno in grande di Carlos Checa nei side-by-side: lo spagnolo cede nella tappa più dura finendo a 1h59” dal vincitore odierno, quel Ruben Faria che vola e rifila 9’01” a Varela e 24’41” a Currie. Riscatto per Villas Boas col 14° posto a 1h’08’, male Camelia Liparoti che chiude 17a a 1h32′.

LE CLASSIFICHE DOPO LA 3A TAPPA:

Moto: 1) Joan Barreda (Spa/Honda), 2) Kevin Benavides (Arg/Honda) a 12’51”, 3) Pablo Quintanilla (Chi/Husqvarna) a 13’52”, 4) Franco Caimi (Arg/Yamaha) a 18’22”, 5) Toby Price (Aus/KTM) a 20’17”, 6) Ricky Brabec (USA/Honda) a 25’53”, 7) Ignacio Cornejo (Chi/Honda) a 28’09”, 8) Juan Pedrero Garcia (Spa/Sherco) a 32’05”, 9) Lorenzo Santolino (Spa/Sherco) a 46’26”, 10) Stefan Svitko (Rce/KTM) a 54’49”, 14) Alessandro Botturi (Yamaha) a 1h11’36”, 21) Maurizio Gerini (Husqvarna) a 2h49’44”, 26) Jacopo Cerutti (Husqvarna) a 3h21’53”.

Quad: 1) Axel Dutrie (Fra/Yamaha), 2) Jeremy Forestier (Fra/Yamaha) a 1h44’53”, 3) Antoine Vitse (Fra/Yamaha) a 2h05’57”.

SxS: 1) Ruben Faria (Por/Can-Am), 2) Reinaldo Varela (Bra/Can-Am) a 16’50”, 3) Casey Currie (USA/Can-Am) a 20’38”, 8) Carlos Checa (Spa/Polaris) a 2h07’44”, 9) Camelia Liparoti (Yamaha) a 2h33’30”, 18) Andre Villas Boas (Por/Can-Am) a 8h34’43.

LA TAPPA DI DOMANI: Ci attendono 224km che vanno a completare la tappa Marathon. I corridori dovranno guidare per l’intera speciale prima di ritrovare meccanici e assistenza all’Hotel Tumbouctou: prima i piloti potranno gustarsi il deserto in un settore non cronometrato, poi ecco le prime dune e il durissimo plateau di Errachidia, che metterà in difficoltà chi non è bravo nella navigazione e farà la differenza. Dopo la speciale, 100km d’asfalto e la reunion con meccanici e team di supporto. Qui si deciderà la corsa, che finirà venerdì.

 

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