Le proposte avanzate da Liberty Media per rinnovare la F1 fanno e faranno discutere, e senza dubbio ciò di cui si parla maggiormente è il tetto ai budget che la proprietà del circus ha proposto per il 2021: un tetto che dovrebbe essere pari a 150mln di dollari annui, e che andrebbe a colpire oltremodo chi investe fior di milioni (e forse anche miliardi) per sviluppare le proprie monoposto e restare sempre davanti: non è una novità che Ferrari e Mercedes siano totalmente contrarie a questa proposta, con qualche team favorevole e altri che supporterebbero la battaglia di Wolff e Marchionne (che studia un campionato alternativo, come extrema ratio).

Una delle case assolutamente favorevoli al budget cap è Williams, che naviga in cattive acque dal punto di vista finanziario, e recentemente ha ”venduto” la sua anima ai piloti paganti: il papà di Lance Stroll, che aveva fatto benino nel 2017 (2° a Baku e qualche discreto piazzamento) ed è diventato un disastro quest’anno, ha offerto una pesantissima borsa per garantire la titolarità dello sviluppo dell’auto, qualche privilegio nella scelta del compagno di squadra e un triennale al figlio, mentre Sergey Sirotkin si è conquistato un contratto biennale grazie ai 15mln offerti dalla SMP (azienda russa e suo sponsor). I piloti paganti come soluzione-retrò per sbarcare il lunario, e il budget cap come una necessità per tornare competitivi e colmare un gap che ora sembra siderale rispetto alle altre scuderie.

Williams è in difficoltà, e Claire Williams lo dice chiaro e tondo in un’intervista rilasciata a RaceFans: ”Se non facciamo il budget cap, allora Williams chiuderà come scuderia e come azienda. Tetto ai budget fattibile? In Bahrain ero molto positiva a riguardo, ma tanti team sono negativi: noi stiamo già sotto quella cifra e non avremmo problemi ad adattarci, siamo la dimostrazione di come una scuderia di F1 dovrebbe operare nel nostro sport in modo sostenibile (ma le prestazioni sono disastrose, ndr). Tagli al personale col tetto ai budget? Di sicuro sarebbe difficile riorganizzarsi per i top team: il pensiero che qualcuno possa restare a piedi non mi piace, ma bisogna guardare al quadro complessivo per mantenere la F1 sostenibile”.

Una cinica analisi, che poi si sposta sulla perdita del main sponsor Martini, che certamente andrà a colpire ulteriormente le finanze di Williams: ”Posso dire che mi dispiace separarci da loro, che ci hanno supportato con grande generosità dal 2013, quando eravamo noni in campionato. Ci hanno dato liquidità e un’identità fresca e giovanile che stavamo cercando: sono parte della famiglia Williams e perderli è negativo, ma li sostituiremo al meglio. Non m’importa se il sostituto sarà una singola azienda o 10 piccoli partner che portano 1mln di dollari a testa: finchè avremo il budget per correre, lo faremo, e se dovesse arrivare qualcuno disposto ad affiancarci ascolteremo ogni proposta. Siamo però convinti di poterci reggere in piedi anche da soli, al momento”.

E chissà cosa accadrà da qui al 2021: di certo una F1 senza Williams sarebbe insolita, ma una con budget contingentati e ridotti all’osso, vetture basic, profondi tagli al personale e senza Ferrari/Mercedes sarebbe ancora peggio, non trovate?

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *