Si può sorridere anche senza vincere? Jonathan Rea è un vincente, uno a cui non piace arrivare secondo. Tuttavia, conti alla mano anche la fine dell’imbattibilità ad Assen sembra assumere un sapore dolce. Chi festeggia è indubbiamente la Kawasaki, che, in gara 2, piazza una doppietta straordinaria. Merito di Tom Sykes, scattato prontamente dalla prima fila per via della norma “salva-spettacolo”. Il numero 66 trova il guizzo giusto e guadagna subito un tesoretto consistente, che aumenta con il passare dei giri. È la gara desiderata dall’inglese, quella condotta dal primo all’ultimo metro, lontano dalla bagarre, in perfetta solitudine, scandendo il ritmo a proprio piacimento.

Alle sue spalle succede di tutto. Rea risale la classifica portandosi nelle prime posizioni. È sprofondo rosso per la Ducati: Marco Melandri pasticcia al via e finisce per impantanarsi al decimo posto, incapace di trovare un passo costante e continuo, mentre Chaz Davies si attesta attorno alla quinta piazza. Così l’interesse principale diventa il duello per le posizioni rimanenti nel podio. Rea deve vedersela nuovamente con lo scatenato Michael Van der Mark. L’olandese non demorde e rende la vita difficile al campione in carica, tarpandogli forse definitivamente le ali nella rincorsa al compagno Sykes. Ancora una volta, nel finale, l’iridato scava il solco sul rivale della Yamaha andando a regalare una splendida doppietta alla Kawasaki. Nelle retrovie, Melandri rimonta fino alla settima posizione, limitando parzialmente i danni, anche se la classifica piange ugualmente.

Vittoria per Sykes, che rivede la luce dopo un periodo travagliato. Secondo Rea, davanti ad un ottimo Van der Mark. Quarto posto per Xavi Fores, poi Davies, l’ottimo Torres, Melandri, Baz, Razgatlioglu e Savadori. In classifica Johnny il terribile allunga ulteriormente, lasciando Davies a 33 punti di distanza e Melandri a 44. Se non si tratta di una vera e propria fuga iridata poco ci manca.

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