“Insensibile”. Da qualche tempo il motivetto che si sente sugli spalti di tutti gli stadi calcistici è sempre lo stesso. Il riferimento ironico al celebre sfogo di Gianluigi Buffon dopo la contestata eliminazione contro il Real Madrid si abbina molto bene a Marc Marquez. Il “Cabroncito” è effettivamente insensibile alle critiche, alle accuse ed alle contestazioni. Almeno apparentemente. In pochi avrebbero mantenuto i nervi saldi di fronte al caos di fine 2015, con le accuse di complotto volto a far perdere il Mondiale a Valentino Rossi. Pochissimi non si sarebbero lasciati innervosire dalle continue stoccate sulla presunta antisportività, continuamente rinfacciatagli anche nei momenti dei successi. Come a non volerne riconoscere ciecamente il talento. Quasi nessuno sarebbe rimasto indifferente al putiferio scoppiato dopo il GP argentino.

Marquez ha reagito a modo suo, impiegando la medesima strategia. Nervi saldi, poche chiacchiere e tanti fatti in pista. Può piacere o meno, può essere detestato o amato, ma è innegabile che in pochi riescono a fare la differenza come lui, esprimendosi al meglio anche in situazioni complicate. La forza mentale di Marc è un fattore determinante tanto quanto la sua capacità di spremere il mezzo a disposizione. In passato, molti piloti finiti nell’orbita di un ciclone mediatico sono crollati. È successo anche allo stesso Rossi, quando scoppiò il caso dell’evasione fiscale. Marquez dimostra di non risentire eccessivamente del clamore dell’ambiente che lo circonda. Merito dell’esperienza, altro punto di forza, per ammissione del “Cabroncito”. Marc impara ed apprende anche se non lo dà troppo a vedere. Capisce come uscire dai guai in cui talvolta si infila a causa della sua eccessiva esuberanza. Ad Austin ha usato la strategia migliore per mettere tutti d’accordo. “Sono scorretto? Bene, allora farò una gara così perfetta da non aver modo di danneggiare alcun corridore, evitando di dare adito ad ulteriori polemiche”. Con un simile ragionamento, lo spagnolo si è preso il sesto successo consecutivo in Texas in altrettante apparizioni, dando una dimostrazione di forza notevole. Se l’Argentina sarà veramente dimenticata, tutti dovranno temere seriamente il fantino della Honda.

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