Francesco Bagnaia

La Giovine Italia vince, ottiene risultati e… convince. È questo il riassunto del weekend delle classi che si trovano appena al di sotto di una MotoGP che non è ancora stata positiva per i piloti italiani: Dovizioso è in testa al Mondiale quasi senza sapere come (tradotto: ha vinto in Qatar e fatto maluccio tra Argentina e Austin, ma è comunque a +1 su Marquez), Valentino Rossi è sempre lì nella top-4, ma a parte la gara inaugurale non è mai stato in lotta per il successo e negli USA ha visto Maverick Viñales essere molto più efficace di lui. E così, gli appassionati italiani si devono consolare godendosi le imprese dei giovani talenti che approderanno in futuro nella top class.

Quello che sta ”rubando l’occhio” è senza dubbio Francesco Bagnaia (l’avevamo intervistato prima dell’inizio della stagione), che sin qui è stato il miglior pilota del Bel Paese. Partito coi favori del pronostico in Moto2 dopo una sontuosa stagione da rookie e la firma invernale col team Ducati Pramac per il 2019 (approderà in MotoGP), il pilota della VR46 Riders’ Academy ha già vinto due gare sulle tre disputate, e guadagnato un gruzzoletto di 10 punti su Alex Marquez e Mattia Pasini, e di 14 su Miguel Oliveira: lo spagnolo e il portoghese sono i grandi rivali di Pecco Bagnaia, che sicuramente avrà un pizzico di rammarico perchè il vantaggio sarebbe potuto essere anche più ampio. Nelle gare disputate a Losail, Termas de Rio Hondo e Austin, il pilota piemontese ha sperimentato tutti gli scenari possibili: vittoria in volata contro l’amico Lorenzo Baldassarri in Qatar, gara complicata dalla partenza indietro e 9° posto rivedibile in Argentina (7 punti), piccola fuga e vittoria con 3” di vantaggio negli USA. In particolare, la gara di Austin è stata la prova di forza di un pilota che vuole ardentemente il titolo mondiale, e trascina la banda dei piloti italiani: oltre a Bagnaia, ci sono un Pasini ritrovato e vincitore in Argentina e un Baldassarri costante (ma che ancora deve fare lo step finale) a garantirci emozioni e contrastare i tentativi di strapotere dei rivali della penisola iberica. E ora si arriva alla prova della verità europea: Pecco Bagnaia allungherà e vincerà ulteriormente, oppure tutto si riequilibrerà? Difficile dirlo, ma intanto c’è un’Italia che convince anche in Moto3.

Nell’ormai ex ottavo di litro, gli italiani hanno vinto una gara, fatto vedere grandi cose e conquistato un grande numero di podi. La serie positiva in Moto3 è iniziata in Qatar col sorprendente terzo posto di Lorenzo Dalla Porta, e ha vissuto l’apoteosi a Termas de Rio Hondo: Marco Bezzecchi ha incantato tutti vincendo la sua prima gara da assoluto underdog, ma soprattutto ci sono stati tre italiani nelle prime quattro posizioni della categoria, con Di Giannantonio e Bastianini rispettivamente 3° e 4°. E il copione si è ripetuto, in maniera diversa, anche ad Austin: è vero che ha vinto Jorge Martin, ma dietro di lui c’erano Bastianini, Bezzecchi, Migno e Di Giannantonio. Quattro italiani nei primi cinque, coi soli piloti del team Sky VR46 Racing (Foggia e Bulega) che hanno deluso in tutte e tre le gare: è una Moto3 che parla italiano, e che al momento vede Jorge Martin (55) in testa per la maggior regolarità davanti a Canet (48), ma anche Bezzecchi terzo con 43 punti. Insomma, è un’Italia che vola nelle classi inferiori, e speriamo che questo scenario prosegua da qui al termine della stagione.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *