Dominio nelle prove, pole position e partenza sprint. Nulla sembrava poter fermare Felix Rosenqvist a Roma. Ad un certo punto, la sua vittoria era realmente cosa fatta, specialmente dopo aver superato l’incognita del pit stop con cambio della vettura. Ed invece ecco il patatrac. Una botta contro le transenne, sospensione rotta e gara compromessa. In un attimo il week end romano perfetto del pilota svedese si è trasformato in un incubo.

Zero punti in gara, così come avvenuto nel corso della tappa messicana, sempre mentre Felix stava dominando. Un parallelismo reso possibile solamente dall’esito finale, non dalle modalità, dato che la sbandata di Roma è il primo vero errore di Rosenqvist in questa strana stagione. Un campionato in cui il talento classe 1991 sta mostrando a sprazzi il proprio valore, guidando oltre ogni limite e spremendo la vettura come pochi altri, ma, per colpe sue e non solo, sta vedendo vanificati i suoi sforzi. Il ritardo in classifica dal leader Jean-Eric Vergne è già consistente: ben 37 punti. Non esattamente un gap facilmente colmabile, specialmente tenendo presente la grande costanza esibita dal francese sinora.

Ecco, proprio questa continuità di rendimento è il vero tallone d’Achille del pacchetto Rosenqvist-Mahindra. Per vincere il titolo serve la velocità, elemento di cui dispongono abbondantemente. Tuttavia, bisogna saper anche limitare le giornate no e commettere meno errori possibili. In questo momento, Felix e la sua scuderia sono indubbiamente i più rapidi in termini di prestazione pura, ma mancano tanti altri dettagli. Riuscire a perfezionare i difetti esistenti sarebbe già un grande passo in avanti, specialmente per il futuro. Parigi diventa già un banco di prova molto interessante a riguardo. Vincere in casa del capoclassifica potrebbe essere un primo segnale di maturazione e, chissà, un modo per tentare di riaprire un campionato nato sotto una buona stella ed improvvisamente sfuggito di mano.

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