Sapete perché lo sport piace? Perché scrive storie uniche, perché propone personaggi unici, perché sa emozionare. Il mondo dei motori non si sottrae a questa particolarità. In ogni week end ha sempre qualcosa da raccontare, sia esso un successo o una sconfitta, un’impresa inattesa o la conferma dei pronostici. Indubbiamente, una perla incredibile è la gara della MotoGP a Welkom, in Sud Africa, svoltasi il 27 aprile 2003. Tutti i riflettori sono puntati sul team Honda Gresini: solamente una settimana prima è arrivata la tragica notizia della morte del pilota giapponese Daijiro Kato in seguito al terribile incidente di Suzuka. Forse, è una notizia non totalmente inaspettata per alcuni, ma, ovviamente, quando la fatalità bussa così prepotentemente, nessuno è realmente preparato nella sua reazione. C’è chi cerca di proseguire e chi crolla interiormente.

A quest’ultima categoria appartiene Sete Gibernau. Spagnolo classe 1972, non ha mai conseguito grandissimi risultati fino alla gara sudafricana. Un solo successo in un GP pazzo, a Valencia nel 2001. Per il resto, qualche guizzo qua e là, ma mai un deciso salto di qualità. La Honda lo ha ingaggiato per fare da seconda guida al brillante Kato, magari aiutando il giapponese nella messa a punto, data la grande esperienza di cui il catalano dispone. Tutto cambia dopo Suzuka. La morte di Daijiro è una mazzata durissima per Sete. Per sua stessa ammissione, pensa di ritirarsi. Dopo il primo turno di prove libere, chiede alla sorella Cristina di trovargli un volo di ritorno. Troppo forte il dolore per poter guidare. Fausto Gresini, proprietario del team satellite della casa alata, è a sua volta sotto shock. La squadra sembra veramente smarrita, incapace di svoltare. Poi, un incoraggiamento dopo l’altro, ritorna un minimo di fiducia. Gibernau decide di riprovarci. Vale la pena sfrecciare lungo i curvoni veloci del circuito di Welkom. Bisogna ripartire nel segno di Daijiro. Bisogna onorarne la memoria correndo, dando il massimo come più piaceva a lui. Ed i risultati arrivano: nelle qualifiche la Honda numero 15 di Sete stampa il miglior tempo.

Potrebbe bastare così, con un bel risultato, ma ormai il team Gresini si è compattato. Crede nell’impresa, sogna un risultato straordinario da dedicare a chi non c’è più. Ed il miracolo avviene in gara. Sete non pare benissimo, viene superato dalla Ducati di Troy Bayliss. Ecco, il solito blocco emotivo di Gibernau, pensano alcuni. Ed invece il catalano non si lascia andare. Resta a contatto con la leggenda australiana, sfrutta un piccolo errore di traiettorie del ducatista e fugge via. Al suo inseguimento tentennano i vari big. Valentino Rossi non trova subito il ritmo ideale. La Honda Repsol numero 46 stecca un paio di frenate, perde i riferimenti ideali. Max Biaggi riprende Bayliss, ma non ha la forza per  spingersi oltre. Il duello a tre per il ruolo di antagonista del leader della corsa prosegue con alterne fortune. Poi la classe del pesarese, allora quattro volte iridato, emerge e, giro dopo giro, inizia una furiosa rimonta su Gibernau. Decimo su decimo, centesimo su centesimo, millesimo su millesimo, Rossi, spietatamente, si rifà sotto ai tubi di scarico della RC211V sponsorizzata Movistar. Ecco, ci risiamo, il Cannibale è pronto a divorarsi la preda. No, stavolta no. Sete inizia a guidare ancora meglio di quanto fatto finora. Chiude ogni varco, non cede un metro al rivale. Non si fa intimidire dalle staccate micidiali di Valentino, non si lascia condizionare dalla rimonta subita. Resiste stoicamente. Ultimo giro, ultima curva, traguardo. Sete vince. Fausto Gresini scoppia in lacrime. Il box Movistar Honda è un mix di commozione e gioia. Gibernau immediatamente punta un dito al cuore, dove, sulla tuta, è cucito il numero 74 dell’amico Daijiro. Quindi rivolge gli indici verso il cielo, dedicando la vittoria a chi non c’è più. È un momento struggente. Persino Rossi, uno a cui la sconfitta dà profondamente fastidio, sembra commosso. All’arrivo nel parco chiuso, Sete non trattiene le lacrime. Si lascia andare dopo tanta tensione e tanto dolore. È segnato nell’animo. Non sa che quella gara segnerà la sua carriera, permettendogli di tirare fuori il meglio di sé. Gibernau vincerà altre corse dopo Welkom. Sicuramente Daijiro sarà stato in sella con lui.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *