Più che un Gran Premio a Baku si è assistito ad una lotteria. Colpi di scena, incidenti ed errori vari hanno disegnato il volto di una gara incerta e tirata fino alla fine. Ed il vincitore di un simile GP non poteva che essere il pilota più in difficoltà, quel Lewis Hamilton partito dalla prima fila, ma mai pienamente a suo agio sulla pista azera. Effettivamente i tanti detriti presenti sul circuito impediscono fin dall’inizio ai protagonisti di esprimersi al meglio. Se poi al via avviene il più classico dei tamponamenti ecco completato il quadro, con tanti pezzi di carena sparsi qua e là. Ad innescare la prima carambola è il russo Sergej Sirotkin, che tocca due vetture, rovinando la propria vettura. Gara finita alla seconda curva, così come per Esteban Ocon, travolto da un’entrata irruenta di Kimi Raikkonen. Il ferrarista è costretto a ripartire dal fondo, mentre il compagno Sebastian Vettel mantiene la pole position, difendendosi dagli attacchi della Mercedes. Il tedesco della Rossa guadagna terreno sulle due frecce d’argento al rientro della Safety Car, necessaria per sgomberare la pista dalla gran quantità di sporco. Alle spalle del terzetto di testa è bagarre vera. Le Red Bull di Daniel Ricciardo e Max Verstappen faticano a trovare il giusto set up e devono cedere di fronte all’offensiva delle Renault di Carlos Sainz e Nico Hulkenberg. La gloria della casa francese dura poco dato che il tedesco sbatte contro le barriere ed è costretto al ritiro. Vola il sorprendente Charles Leclerc, davanti a Lance Stroll, per una chiusura della zona punti veramente inattesa.

Raikkonen, lentamente, risale la classifica, posizionandosi in sesta posizione. Vettel, invece, continua a martellare sulle Mercedes, incapaci di reggere il suo ritmo. Hamilton è in crisi con le gomme e al ventiduesimo passaggio perde tre secondi dal tedesco della Ferrari, andando direttamente ai box per cambiare le gomme, passando ad una mescola più dura e conservativa. Seb non batte ciglio e rientra solamente attorno al trentunesimo giro, piazzandosi secondo dietro a Valtteri Bottas e davanti a Lewis. Dietro di loro, cala la Renault di Sainz, mentre è guerra senza quartiere tra le due Red Bull. Ricciardo prova per ben due volte il sorpasso, ma viene respinto brutalmente dal compagno di squadra. Nemmeno i pit stop interrompono lo scontro. Anzi, al rientro in pista, arriva il patatrac: al quarantesimo passaggio, Verstappen ne combina una delle sue, zigzagando per ben due volte in pieno rettilineo e frenando inaspettatamente davanti all’australiano. Inevitabile il contatto ed il ritiro per entrambi. Seguiranno polemiche vibranti.

L’incidente costringe la Safety Car a fare nuovamente il suo ingresso in pista. Dunque dentro Bottas e Vettel per montare un altro treno di gomme per un finale sprint. Come se non bastasse, Romain Grosjean va a sbattere contro il muro nel tentativo di scaldare le gomme, allungando ulteriormente la permanenza della vettura di sicurezza. I colpi di scena non finiscono qui: appena tornati in un normale regime di gara, Vettel tenta un improbabile attacco a Bottas, finendo lungo e venendo infilato da diversi piloti, tra i quali anche l’ottimo Sergio Perez. Poi, nella tornata successiva, il finnico della Mercedes fora ed è costretto al ritiro. Così, va in testa Hamilton, il pilota più in crisi, continuamente alla radio per capire come gestire una pista decisamente ostica per il suo stile di guida. L’inglese è un volpone e non si fa scappare l’occasione. Vittoria e testa del Mondiale per soli quattro punti su Seb. Seconda piazza per Kimi Raikkonen, davanti a Perez e ad un rammaricato Vettel. Quinta piazza per Sainz, in grande spolvero. Clamoroso sesto posto per Leclerc, davanti all’eterno Fernando Alonso, a Lance Stroll, Stoffel Vandoorne e Brendon Hartley.

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