Finalmente è caduto il tabù. La KTM ha smesso di dettare legge in MXGP. A rompere il sortilegio è stato Clement Desalle. Il belga della Kawasaki ha regalato ai suoi tifosi una di quelle giornate in cui è pressoché imbattibile. Straordinaria la sua condotta in gara 1: ottima partenza, sorpassi cinici e precisi su Jeffrey Herlings prima ed Antonio Cairoli poi e via verso la vittoria. A nulla sono valsi i recuperi dei due alfieri della casa austriaca, autori di giri velocissimi, ma incapaci di chiudere il gap. Il derby delle KTM è andato al nove volte campione del mondo, bravo a guadagnare così tre punti sull’olandese. In gara 2, Herlings si è preso una pronta rivincita, conquistando l’ottavo successo di manche. Un rullino impressionante. Tuttavia, Desalle, grazie al secondo posto, si è assicurato la vittoria del GP di Russia, infrangendo così la serie aperta dei KTM, finora sempre vincenti negli appuntamenti disputati sinora. Peggio è andata a Cairoli, mai in partita e caduto a metà gara. Quinto posto alle spalle di Romain Febvre, finalmente a podio, e al rinato Tim Gajser. Ora il distacco in classifica tra il leader Jeffrey e Tonino il magnifico è di 23 lunghezze. Insomma, la situazione inizia a diventare leggermente preoccupante anche per un asso come il siciliano.

Nella MX2 torna a ruggire Pauls Jonass. Il campione del mondo in carica domina il Gran Premio russo, vincendo entrambe le manche. Inizialmente demolisce la concorrenza, mentre in gara 2 si limita a difendersi dagli assalti di Jorge Prado, due volte secondo e primo inseguitore nel Mondiale. Podi parziali per Ben Watson e Michele Cervellin.  In classifica generale cambia poco: Jonass guadagna solamente 6 punti, ma resta nel mirino del rivale spagnolo.

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