La Formula 1 cerca sempre di ampliare il raggio delle gare e dei paesi coinvolte, ma nella prossima stagione potrebbe bissare l’impegno negli USA: l’idea di Liberty Media è quella di inserire un secondo GP statunitense e ampliare il legame del circus col proprio paese, e tutto sembra portare all’inserimento di Miami nel calendario della F1.

Il capoluogo della Florida si è proposto alla proprietà del circus, e il prossimo 10 maggio ci sarà l’incontro decisivo per l’inserimento o meno nel prossimo calendario della Formula 1. Sean Bratches, managing director della F1, ha già espresso il proprio gradimento all’idea, spiegando che ”Miami è una città bellissima, che può contare su infrastrutture perfette: sarebbe un palcoscenico bellissimo e suggestivo per il campionato e per i suoi fans”, e anche Lewis Hamilton ha dato il suo endorsement a Miami sul proprio profilo Instagram, con una storia nella quale ha esternato tutto il suo entusiasmo per quest’ipotesi: ”Sarebbe bellissimo gareggiare a Miami, non vedo l’ora di correre in quella meravigliosa città”, queste le parole del campione del mondo in carica, che verosimilmente andranno ad accelerare ulteriormente dei discorsi già avviati.

Stando alle ultime indiscrezioni riportate negli USA, l’incontro del 10 maggio sarebbe solo un pro-forma, dato che gli organizzatori dell’eventuale GP di Miami avrebbero già l’ok delle autorità cittadine ed elevatissime coperture finanziarie: tra i possibili sponsor ci sono il proprietario dei Miami Dolphins, Stephen Ross, e anche i Miami Heat hanno dato il loro avallo e supporto all’operazione. Qualora il GP di Miami dovesse entrare ufficialmente nel calendario, la F1 vivrebbe quattro appuntamenti nord-centroamericani nel 2019: si correrebbe infatti a Miami e Austin negli USA, a Montreal in Canada e a Città del Messico. E inoltre, Miami diventerebbe l’ennesima città statunitense ad ospitare la F1: il GP degli USA, sin qui, è stato disputato a Watkins Glen (anni ’60), Detroit, Phoenix, Las Vegas (anni ’80-’90) e Indianapolis (anni Duemila), prima di spostarsi nel 2012 ad Austin.

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