Non sparate sul soldato Jorge! Non se lo merita, almeno non stavolta. Troppe sono state le critiche piovute addosso al capo dello spagnolo nelle ultime ore. Un’escalation esagerata e perlopiù priva di fondamento. Partiamo subito dal contestato contatto di gara. Sicuramente, come in ogni carambola, ci sono eventuali percentuali di colpevolezza da parte dei piloti coinvolti. Lorenzo non è esente da critiche per la perentorietà con cui si è rimesso in traiettoria, ma è un errore imputabile più con il senno di poi e riscontrabile dalla comoda visione del divano di casa, magari con un birra fresca per refrigerarsi dalle prime calure stagionali. Non esattamente la prospettiva migliore per comprendere il punto di vista di un pilota in pieno agonismo. Nel mezzo della corsa, è assolutamente complicato fare valutazioni. Quasi impossibile voltarsi mentre si è in piega, in piena bagarre, per fare la conta degli avversari alle proprie spalle. Può riuscirci solamente ad un top rider in totale controllo della situazione, stile Marquez a Phillip Island un anno fa, ma ieri sia Lorenzo, che Pedrosa e Dovizioso erano al limite, stremati da un duello infuocato. Insomma, impossibile sul momento fare molto meglio. Più corretto classificare questo sfortunato episodio come un incidente di gara, anche se la polemica infiammata da Pedrosa sulla scarsa considerazione da parte dei commissari di gara merita una sottolineatura.

C’è chi è arrivato a pensare che il crash si sarebbe potuto evitare con un semplice ordine di scuderia. Effettivamente, una maggiore chiarezza prima della gara, con idee chiare e indicazioni perentorie, avrebbe fatto bene in casa Ducati. Ma siamo sicuri che già da ora si debba iniziare a pensare a fare giochi di squadra? Certo, la stagione sembra tirata ed ogni punto diventa prezioso, ma in questo momento cominciare a fare la conta delle briciole da lasciare per strada è semplicemente surreale e folle. Il tragitto verso Valencia è ancora lungo e non è certamente la differenza tra un secondo ed un terzo posto alla quarta gara del campionato a poter risultare decisiva nel conteggio di fine anno. Inoltre, se Dovizioso veramente avesse avuto maggiore velocità, non avrebbe avuto problemi a farsi un solo boccone del compagno di team. Questo non è mai avvenuto, anche per la caparbietà di Jorge, finalmente competitivo, almeno per un week end.

Ultima considerazione. Il maiorchino sta vivendo la fase più complessa della sua carriera. Con la Ducati non è mai sbocciato l’amore ed i rapporti si stanno deteriorando sempre più rapidamente. È facile ipotizzare un cambio di scuderia nel 2018. Probabilmente, anche senza particolari responsabilità, il botto di Jerez potrebbe diventare a tutti gli effetti il messaggio d’addio tra due amanti in un matrimonio mai realmente consumatosi.

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