Le migliori inchieste nascono sottotraccia ed esplodono all’improvviso come bombe a orologeria, e l’inchiesta che sta colpendo il mondo della Formula 1 sembra essere una di queste, ed è sicuramente destinata a fare scalpore. L’argomento è di quelli forti, i reati ipotizzati infamanti per il circus e per chi lo gestisce tuttora e l’ha gestito negli anni.

Il tutto, come dicevamo, è uscito allo scoperto all’improvviso, ma le procure indagano da mesi e mesi per mostrare al mondo un complesso sistema di riciclaggio di denaro in F1: il termine ”procure” non è un errore, dato che ben 23 strutture investigative stanno cooperando per svelare il marcio nel circus. Il tutto è partito dalle indagini della Procura di Monza, che è andata a caccia di 80mln di euro di fondi neri investiti in F1 da due società inglesi: gli inquirenti hanno interrogato per mesi vari soggetti coinvolti, e acquisto documenti riguardo alla Ara Service e alla Ad Evolution, due ”scatole vuote” che erano coinvolte in un giro di sponsorizzazioni gonfiate e fuori mercato per i piloti che corrono in formula 1. Dall’acquisizione di documenti e dalle ulteriori indagini è scaturita un’autentica inchiesta a livello internazionale: non è stato facile operare per le Procure italiane, visti i lunghissimi tempi burocratici e la resistenza di alcuni stati stranieri ed extra-europei, ma il supplemento d’indagini ha scoperto un giro di denaro che coinvolge Gran Bretagna, Svizzera, Montecarlo e Dubai, ed è diffuso a livello capillare.

Le grandi somme di denaro partono dalla Gran Bretagna e vengono diffuse nel resto del mondo, e una delle ipotesi investigative riguarda una compartecipazione della Formula 1, che attraverso gli uffici della FOM di Bernie Ecclestone (Formula One Management) avrebbe dato vita a questo traffico di soldi da riciclare. E il nome del buon Bernie è uscito più volte nelle carte delle Procure italiane: tra i principali movimentatori di denaro, infatti, ci sarebbero dei suoi collaboratori, e così Ecclestone è stato interrogato ed ha respinto subito al mittente ogni accusa. Cifre fuori mercato sarebbero state versate anche alla Sias, la società che gestisce l’autodromo di Monza, ma le fatture che destano maggior sospetto sono state emesse fuori dall’Italia, e riguardano Red Bull e Puma: ci sono però altre fatture di minor entità, perchè chi gestiva questo giro di denaro aveva una certa fantasia nelle scelte.

Tra gli indagati c’è anche Nicolas Todt, figlio di Jean (presidente FIA ed ex volto della Ferrari) e agente di svariati piloti: ha seguito in particolare Felipe Massa e Jules Bianchi, e proprio i contratti di sponsorizzazione del brasiliano e del compianto francese sono stati analizzati dagli inquirenti. Le cifre incassate da Bianchi e Massa per un paio di sponsorizzazioni sul casco erano spaventosamente più alte rispetto ai valori di mercato, che ovviamente danno minor valore agli accordi per caschi e tute rispetto agli sponsor che finiscono direttamente sulla monoposto. Si parla di cifre raddoppiate e triplicate rispetto alla consuetudine, e i dubbi proseguono: le 23 Procure ipotizzano che dietro a questo giro di denaro, oltre al riciclaggio, ci siano pagamenti milionari in nero ai piloti, e continueranno ad indagare a fondo.

Nei giorni scorsi, infatti, sono iniziate delle nuove indagini riguardo ad altre competizioni FIA: un gruppo di poliziotti si è presentato all’Autodromo di Monza per interrogare piloti e manager coinvolti nella Blancpain GT Series Endurance Cup, e acquisire nuovi elementi. Questo perchè, se da un lato le già citate Ara Service e Ad Evolution hanno smesso di operare e pompare denaro nel circus, dall’altro sono subentrati altri soggetti con sedi in porti franchi o paradisi fiscali. Non sarà facile per gli inquirenti sradicare questo giro di denaro, e speriamo che la F1 possa aiutare le 23 Procure a fare luce sul tutto: uno scandalo del genere, che crescerà col passare dei mesi quando usciranno i primi dati ed elementi di maggior concretezza, farebbe solo male a un circus già troppo lontano dal pubblico a causa dello scarso spettacolo.

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