Dici Nordschleife, e subito la mente ritorna al tragico incidente di Niki Lauda, che rischiò di porre fine alla vita del pilota austriaco e gli ha causato le profonde ustioni che lo accompagnano ancora oggi. Dici Nordschleife, e subito ti vengono in mente le folli velocità raggiunte dalle monoposto su una pista storica e decisamente pericolosa: la versione originale del Nurburgring rientra tra i tracciati leggendari della F1, e ha una lunghissima storia che verrà rinverdita nel weekend, quando il Mondiale WTCR (nel quale il nostro Tarquini guida nella generale e vola) segnerà il ritorno delle corse FIA su una pista che negli ultimi anni ha ospitato solo la 1000km del Nurburgring e la 24 ore del Nurburgring.

NORDSCHLEIFE E MOTORI: UN PO’ DI STORIA– La Nordschleife (in tedesco, anello nord) viene costruita insieme all’intero Nurburgring tra il 1925 e il 1927, ed è una delle due parti che andavano a comporre il circuito originario. La Nordschleife misurava 22,835km, la Sudschleife 7,747km: i due tracciati avevano vari punti di contatto, e componevano il Nurburgring, lungo in tutto 28km e attualmente rimaneggiato. Negli anni si è creato il circuito da F1 di circa 4,542km, mentre la Sudschleife è stata demolita. Ma torniamo alla Nordschleife, un circuito lungo e complesso che comprende al suo interno ogni possibile situazione di gara: curve lente e velocissime, lunghi rettilinei e zone guidate, ma soprattutto tratti in salita e in pendentissima discesa (le monoposto degli anni ’70 saltavano) che si snodano nel parco del Castello di Nurburg e in una zona dalla bellezza suggestiva. Una pista che, nelle intenzioni di chi l’aveva creata (il politico Otto Creuz, suicida dopo essere stato sospettato di aver rubato parte dei fondi destinati al progetto), avrebbe dovuto rilanciare l’area e impiegare i lavoratori dell’Eifel (zona dall’alta disoccupazione), ma soprattutto mettere alla prova ogni tipo di vettura. Il primo utilizzo del Nurburgring e dell’altamente impegnativa Nordschleife (e anche quello attuale, molte case automobilistiche lo usano così), infatti, era quello del circuito di prova per testare e spingere al limite i nuovi modelli stradali. Negli anni seguenti però il Ring divenne un fenomeno di costume, venendo aperto al pubblico e alle corse, e diventando l’emblema della sfida per eccellenza: molti aspiranti piloti e appassionati si sono cimentati nel tentativo di sfrecciare su queste strade per ottenere dei record o provare l’adrenalina delle corse, e si calcola (ma sono stime, non ci sono dati ufficiali, e questo è abbastanza inquietante) che ci fossero almeno tra i due e i 12 morti l’anno. Tra questi, alcuni provengono dalla F1, che vide morire 4 piloti nelle 22 edizioni del GP di Germania disputato sulla Nordschleife.

La lunghissima e altamente impegnativa pista divenne talmente famosa da essere inserita nel calendario del Mondiale F1, che ha corso qui dal 1951 al 1954, dal 1956 al 1958, dal 1961 al 1969 e dal 1971 al 1976, quando i piloti la misero al bando dopo l’incidente di Niki Lauda: furono proprio quattro piloti (Merzario, Ertl, Edwards e Lunger) ad estrarre l’austriaco dalla Ferrari in fiamme, perchè i soccorsi avrebbero impiegato svariati minuti prima di arrivare in una curva situata al 9° km della pista (lunga quasi 23): proprio la difficoltà nel far arrivare i soccorsi pose fine alla vita della Nordschleife nel circus, che ha corso poi ad Hockenheim e nel Nurburgring ”breve” (4.5km) per anni, prima di abbandonare definitivamente quest’ultimo per il fallimento dell’ente organizzatore. L’inferno verde, così veniva chiamata la Nordschleife (il cui record sul giro è di Niki Lauda, 6’58”6 per completare 22.835m), non ha dunque ospitato più la F1 nonostante le modifiche effettuate nel 1970, quando vennero inseriti i guard-rail, una chicane per rallentare la velocità in rettilineo, il muretto tra i box e la pista e addolciti i dossi, e si è limitato ad ospitare la 24h del Nurburgring: una corsa storica, che salta dalla Nordschleife alla nuova GP-Strecke per un totale di 25,378km. Per il resto del mondo delle corse, invece, il vecchio circuito è diventato solo l’occasione per girare spot pubblicitari, effettuare giri promozionali o testare nuove auto spingendole ad altissime velocità: è capitato anche a Nick Heidfeld con la BMW Sauber F1, ed ecco un video del suo suggestivo giro veloce.

FIA WTCR: IL RITORNO DELLA NORDSCHLEIFE– Ora, però, toccherà al WTCR recuperare la tradizione della Nordschleife, una pista che affascina alcuni piloti (Coronel) e ne spaventa altri (Tarquini, che ha dichiarato di non conoscerla minimamente): le monoposto da turismo saranno in gara su questo meraviglioso tracciato e nei suoi 22.835m nel weekend, in una prova valida per il Mondiale e sicuramente molto impegnativa. Un giro sulla Nordschleife è il sogno di ogni pilota, e i partecipanti al WTCR lo proveranno sfrecciando ad alta velocità per conquistare punti preziosi per il campionato, e per ben tre gare come da programma. Ci sarà da divertirsi con lo spettacolo del nuovo Mondiale turismo, mentre è pressochè improbabile un ritorno nelle altre categorie: l’endurance ci corre già con la 24h del Nurburgring, che però non fa parte del Mondiale, mentre la F1 l’ha sempre scartato per questioni di sicurezza e continuerà a farl, e le moto hanno corso su questo pericoloso tracciato solo 8 volte (1955, 1958, 1970, 1972, 1974, 1976, 1978, 1980). Dovremo accontentarci di ammirare la Nordschleife nelle gare del WTCR, dunque, e già così non ci va affatto male.

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