Aggancio avvenuto. Jonathan Rea raggiunge in cima alla classifica dei plurivincitori di manche “King” Carl Fogarty. Per entrambi 59 successi, anche se il fantino Kawasaki ha tutte le carte in regola per incrementare ulteriormente il proprio bottino. Stavolta niente gara in solitaria per il tre volte campione del mondo. Colpa del regolamento che impone l’inversione delle prime file sulla base dei risultati della prima uscita.

Pronti via ed è bagarre. Risalgono presto la classifica le Ducati. Straordinari prima Michael Rinaldi e poi Xavi Fores. I due clienti guidano la gara finché non arriva il ciclone Chaz Davies, scatenato nella rimonta nei primi giri. Il gallese infila senza troppi complimenti i due compagni di marca e tenta la fuga. Messaggio recapitato a casa Rea: Johnny, nonostante una partenza imperfetta, inizia ad infilare uno alla volta gli avversari che gli stanno davanti, fino a posizionarsi alle spalle della Ducati numero 7. I due piloti scavano il solco sugli altri, mostrando un passo pazzesco. Dietro di loro, è lotta per il terzo posto. Marco Melandri, lentamente, trova ritmo e risale, ma viene travolto da un’entrata completamente fuori tempo di Michael Van der Mark. Entrambi i top rider finiscono nella ghiaia. Nulla di rotto, fortunatamente, ma resta l’amarezza per ciò che non è stato.

Nel frattempo, in testa, impazza il duello tra Davies e Rea. Il gallese allunga alla Rivazza ed alla Variante bassa, mentre il nordirlandese guadagna alla Tosa. Ad otto giri alla conclusione, il numero 1 rompe gli indugi ed attacca l’alfiere della Rossa di Borgo Panigale. Primo assaggio al Tamburello: chiude Chaz con un perfetto incrocio di traiettorie. Nuovo arrembaggio di Johnny alla Tosa: Davies non si fa intimidire ed incrocia facendo a spallate con l’avversario in uscita, in una sorta di remake della spallata Edwards-Bayliss nel celeberrimo finale di Mondiale 2002. Come allora, il popolo rosso non può esultare. Infatti, Rea non si lascia condizionare dalle repliche straordinarie del rivale. Attende la Variante alta e, con una staccata prepotente, si infila senza dare la possibilità di replica allo sconsolato Chaz. È il sorpasso decisivo. Il Cannibale diventa una lepre imprendibile: prima sei decimi, poi un secondo, poi due secondi. Il margine si dilata a dismisura. La lotta per la vittoria è finita, non quella per il terzo posto, con un grande Tom Sykes, bravo a conquistare il podio battendo Fores. Seguono l’ottimo Jordi Torres su MV Augusta, la Yamaha di Alex Lowes e la Ducati di Rinaldi. Johnny festeggia sul traguardo: 59 centri, come la leggenda Fogarty. Ed il quarto titolo si fa ancora più vicino, dati i 50 punti di vantaggio su Davies in classifica generale.

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