Un pilota in evidente crisi psicologica, che forse avrebbe bisogno del classico GP di stop per resettare tutto e ripartire dal punto di vista mentale: Romain Grosjean non sta vivendo sicuramente un momento facile, e le ultime due gare disputate dal francese (nato in Svizzera) nel Mondiale F1 l’hanno dimostrato pienamente.

Prima lo schianto in solitaria di Baku, poi il folle testacoda a Montmelò. Due episodi che manifestano la poca serenità di un pilota che fino a qualche gara fa veniva dato in orbita-Ferrari per il 2019 (come seconda guida al fianco di Vettel, qualora si decidesse di non puntare su Ricciardo: Leclerc non è ancora pronto per la Rossa), e ora rischia seriamente di venire appiedato a fine stagione: Grosjean aveva già vissuto dei momenti difficili e un periodo costellato di incidenti nella sua esperienza con la Lotus (dove venne fermato per un GP), ma forse la situazione che sta vivendo nel 2018 è addirittura peggiore. Proprio quando era stato accostato alla Rossa e a un miglioramento della carriera, infatti, il pilota francese (supportato nella sua carriera da Total) è andato clamorosamente in tilt: in Azerbaijan si era schiantato mentre si trovava alle spalle della Safety Car e stava facendo scaldare le gomme, facendo temere a tutti un malore alla guida (la FIA aveva infatti mandato subito l’auto medica, respinta a male parole dal pilota), in Spagna invece Grosjean si è girato su sè stesso senza aver commesso apparenti errori, andando a centrare prima Hulkenberg e poi Gasly e interrompendo la gara di tutti e tre i piloti.

Due episodi discussi e discutibili, che hanno messo ulteriore pressione su un pilota che si trova ancora a quota zero punti dopo cinque GP, ed è l’unico a trovarsi in queste condizioni insieme al disastroso Sirotkin. Grosjean infatti, oltre ai due incidenti sopraccitati, paga il problema al pit-stop in Australia e due gare anonime in Bahrain (13°) e Cina (17°): in particolare, è impietoso il confronto col compagno di squadra Magnussen, arrivato 5° nella terra degli emiri e 6° in Catalunya, e già fisso a 19 punti. La distanza tra i due piloti del team Haas è dunque siderale sia in termini di prestazioni, che di solidità mentale (Magnussen ha sempre preceduto Grosjean), e ora il buon Romain rischia seriamente di non essere confermato al termine della stagione: la Haas non è sicuramente soddisfatta delle sue prestazioni e dei suoi errori grossolani, e qualora non dovesse migliorare il proprio rendimento, tante cose potrebbero cambiare. Ferrari vorrebbe piazzare nella cresciuta scuderia statunitense uno dei propri piloti, che potrebbe essere un Leclerc a cui serve lo step di mezzo prima di approdare in rosso (così facendo, si libererebbe il posto per Giovinazzi nella Sauber-Alfa Romeo per il 2019), oppure il collaudatore Kvyat. Insomma, la pressione su Grosjean aumenta, e vedremo se il francese riuscirà a tornare totalmente concentrato ed evitare altri sbagli.

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