Ad un bivio. Yamaha non vive un momento facile e, nella giornata disastrosa vissuta a Jerez de la Frontera, molti tifosi e addetti ai lavori hanno rivisto i primi sintomi della crisi già capitata nel 2017: allora, dopo una partenza spumeggiante, la casa del diapason finì col perdersi pian piano ed uscire dalla lotta iridata, col solo lampo di Le Mans e un progressivo calo, e anche quest’anno la situazione sembra simile.

Valentino Rossi e Maverick Vinales erano partiti con dei buoni auspici (dopo il caos invernale, con tre piloti che avevano provato tre combinazioni telaio-motore diverse e lavorato su un’elettronica quantomeno problematica), col Dottore che era riuscito a contenere il distacco da Marquez e Dovizioso in Qatar e sembrava in buonissima condizione, ma a Jerez è successo un nuovo disastro. È vero che Rossi ha chiuso al 5° posto e Vinales è arrivato 7°, ma i due hanno beneficiato di almeno 4-5 cadute che hanno evitato una figuraccia a una Yamaha in evidente difficoltà sin dalle qualifiche, e dunque il risultato spagnolo è stato tutt’altro che rassicurante: la Yamaha ha faticato nella gestione delle gomme, e anche a scaldarle e usarle al meglio, come le era capitato nel 2017.

Un triste dejà-vu per Rossi e Vinales, che ora sono chiamati a rilanciarsi in quella che è un’autentica pista amica. Le Mans ha regalato qualche successo a Rossi, che tra l’altro prima del ritiro del 2017 aveva ottenuto tre secondi posti consecutivi (2014, 2015 e 2016), mentre Vinales ha vinto la gara dell’anno scorso: possiamo dire che la pista francese, derivata dal lungo tracciato che ospita la 24h di Le Mans, sia un tracciato decisamente favorevole alla Yamaha, che è chiamata a vincere e rilanciarsi nella classifica generale. L’anno scorso vinse Maverick davanti a quella che è la miglior Yamaha del 2018, uno Johann Zarco che raramente ha perso la bussola (a differenza del team ufficiale) e si trova secondo nel Mondiale con 58 punti e un -12 da Marc Marquez, e quest’anno un mancato successo della casa del diapason significherebbe una prima bandiera bianca nella corsa al titolo. D’altronde, se Rossi e Vinales dovessero perdere punti da Marc Marquez anche qui, sarebbe difficile andare a riprendere un rivale più in palla e che ha una moto migliore e più performante: il distacco di 20 punti (Vinales) e 30 punti (Rossi) dallo spagnolo va ridotto, a partire da Le Mans. Altrimenti, Yamaha rischierebbe di incappare in una nuova crisi simile a quella dell’anno scorso.

Anche perchè Johann Zarco, che attualmente è il miglior pilota della casa nipponica, lascerà a fine stagione per approdare in KTM, e soprattutto guida una moto differente da quelle ufficiali: Yamaha non gli ha concesso gli stessi aggiornamenti forniti a Rossi e Vinales (è uno dei motivi della rottura con Tech 3), e tra l’altro il francese ha abbandonato la strada scelta in inverno (telaio 2016+motore 2018) per puntare su quella con cui si era trovato meglio (telaio 2017+motore 2018) nei test invernali. Una mossa che per ora sta pagando, e un nuovo schiaffo a un team ufficiale che si trova in difficoltà non verrebbe digerito agevolmente dalla casa giapponese, che teme di dover buttare un’altra stagione.

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