Sarà anche vero che il secondo è il primo dei perdenti. Eppure, nella MXGP di quest’anno, un piazzamento sul podio è da accogliere come un vero e proprio successo. Il binomio KTM-Herlings si è dimostrato a dir poco imbattibile, persino per il compagno di squadra Antonio Cairoli. Una superiorità ribadita dai continui trionfi a ripetizione. Eppure, c’è chi lentamente si sta facendo largo. È il caso di Tim Gajser. Lo sloveno, campione del mondo MX2 nel 2015 e MXGP nella stagione successiva, sta tornando sui suoi livelli abituali. A testimoniare la crescita del ragazzo classe 1996 ci sono i recenti risultati, su tutti il secondo posto conquistato in Germania nell’ultimo week end. Mancherebbe solamente la vittoria, ma di questi tempi è una Mission Impossible per qualsiasi altro pilota che non sia Jeffrey Herlings.

Ecco, forse, con un successo, la stagione di Gajser svolterebbe prepotentemente. Sarebbe un premio per la grinta e la determinazione mostrate nel recupero dal terribile infortunio rimediato a Mantova, prima dell’inizio della stagione. L’incidente dalle drammatiche modalità ha lasciato conseguenze fisiche devastanti, come la frattura alla mandibola. Non era assolutamente scontato riuscire a salire nuovamente in sella alla sua Honda, non con rinnovata serenità. Poco alla volta, Tim ha trovato la forza per superare le paure e le insicurezze insite nell’animo di chi ha sperimentato violentemente il dolore.

Sì, Gajser meriterebbe una vittoria per l’enorme sforzo psicofisico e per la grande forza di volontà. Sarebbe anche la molla giusta per rilanciarsi, per dare un colore diverso alla stagione. Probabilmente, una volta sbloccatosi, lo sloveno potrebbe seriamente diventare il terzo incomodo per le vittorie di tappa insieme a Herlings e Cairoli. E anche la MXGP avrebbe bisogno di un campione ritrovato per aggiungere ulteriormente pathos ed emozioni ad una competizione divenuta negli ultimi GP un “one man show”. Non resta che attendere e sperare nella piena resurrezione sportiva di Tim.

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