Ormai l’incertezza che regna in casa Yamaha non desta più sorpresa. Una sorta di mesta rassegnazione pare essersi impadronita della formazione ufficiale in MotoGP. È come se l’annata 2018 dello squadrone di Iwata non fosse mai lontanamente partita, ancorata com’è a vecchie problematiche risalenti a dodici mesi fa. La moto scivola troppo a centro curva, perdendo la proverbiale scorrevolezza, il punto di forza nei recenti trionfi iridati. Uno slittamento che comporta chattering ed un rapido degrado delle gomme. Per di più, l’umore dei piloti è decisamente peggiorato, anche a causa dei recenti risultati. Valentino Rossi ha conquistato solamente due podi in cinque gare, mentre Maverick Vinales si è rivelato realmente incisivo ad Austin, senza lasciare il segno altrove. Risultati che sfigurano di fronte alle prestazioni di Johann Zarco, sostanzialmente alla pari con i colleghi, dotati però di mezzi aggiornati e, sulla carta, migliori.

Nelle ultime settimane, gli sfoghi dei due piloti nei confronti della Yamaha si sono fatti sempre più diretti ed insistenti. Il Dottore lamenta una scarsa recezione delle sue indicazioni, aggravata dalla lentezza nel metterle in atto. “Top Gun” è, se possibile, ancora più diretto: la moto non va, non reagisce di fronte alle correzioni apportate di volta in volta. Dichiarazioni che ostentano una grande insoddisfazione e la frustrazione per un progetto tecnico finora fallimentare. Il mancato successo su una pista tradizionalmente favorevole alla Yamaha ha acuito ulteriormente la preoccupazione per gli scenari futuri di questa stagione. I circuiti storicamente alleati iniziano ad esaurirsi e c’è già chi teme di trascorrere un campionato privo di acuti.

Oltre alle preoccupazioni riguardanti il presente, c’è anche da programmare l’annata che verrà. I due piloti sono stati confermati per altri due anni, ma, secondo le ultime indiscrezioni, potrebbero anche non rimanere soli. Infatti, la Yamaha pare intenzionata a riprendersi Jorge Lorenzo, in aperta rottura con la Ducati. Pur di riportare a Iwata il cinque volte campione del mondo, il costruttore nipponico potrebbe schierare anche una terza moto ufficiale. Un estremo tentativo per comporre nuovamente un binomio di successo, l’ultimo iridato nel 2015. D’altronde, il post Lorenzo è stato alquanto travagliato e la mancanza di una guida tecnica chiara nello sviluppo si sente pesantemente con ripercussioni dolorose. “Torna a casa, Jorge”! L’appello Yamaha è stato lanciato, ma il penta campione sarà pronto a raccogliere l’invito?

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