Niente record per il Cannibale. Jonathan Rea deve rimandare il sorpasso nella classifica dei vincitori all time ai danni di Carl Fogarty. Merito di una stella, dal talento noto, ma priva del suo primo acuto. Michael Van der Mark ha accarezzato a lungo l’idea di vincere la sua prima gara in Superbike. Ha sfiorato il successo in diverse occasioni, senza lasciare il segno. Stavolta, a Donington, ce l’ha fatta. Ha battuto tutti, completando un autentico capolavoro.

Gara 1 vede comandare fin dai primi giri il poleman Tom Sykes, seguito a ruota da Rea e Van der Mark. Due Kawasaki ed una Yamaha in lotta per il successo; la seconda moto di Iwata, affidata ad Alex Lowes, resta in scia, ma non riesce mai ad agganciarsi con i primi per giocarsi la gara. Sorprende il quinto posto di Lorenzo Savadori, finalmente in grado di esprimersi al meglio, senza farsi condizionare dagli acciacchi recenti. In casa Ducati, il calvario delle prove trova tristemente conferma anche in gara: Chaz Davies non trova mai il guizzo giusto e rimane attorno alla decima posizione, mentre Marco Melandri litiga continuamente con la propria moto, concludendo la propria gara a cinque tornate dal termine con un brusco scivolone all’ultimo tornante.

Ci crede Van der Mark. La Yamaha si rivela, per una volta, più incisiva rispetto alla Kawasaki. È più efficace in frenata e in accelerazione pare essere dotata di una maggiore stabilità. Inoltre, i due alfieri della “Verdona” non riescono ad allungare perentoriamente. Sykes va a strappi, ma Rea non molla. Michael capisce che il momento è clamorosamente favorevole. Prima pressa l’iridato in carica, costringendolo all’errore al penultimo tornante, poi infila senza pietà a dieci giri dalla fine il leader della corsa. Una volta in testa, l’olandese volante scava un solco prezioso di un secondo e lo gestisce nel finale. Rea scavalca dopo due tornate di battaglia il compagno di squadra. Il nordirlandese stampa persino il giro più veloce, ma non basta ad impensierire il rivale in Yamaha, finalmente vincitore. Terzo posto per Sykes, frenato anche da un problema ai freni. Seguono Lowes, Savadori, Laverty, Baz e Davies, che vede ormai lontanissimo il titolo mondiale.

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