Segnali di ricambio generazionale in quel di Donington? Probabile. Emblematico vedere Sua Maestà, Jonathan Rea, difendersi dagli assalti di tre baldi giovani: Michael Van der Mark, Toprak Razgatlıoğlu ed Alex Lowes. Insomma, tempi duri per il Cannibale, abituato a dominare, ma forse giunto a confrontarsi con le generazioni del domani. Restando ancorati al presente, bisogna analizzare una gara 2 del GP di Gran Bretagna assai interessante. Dopo la vittoria della Yamaha gemella, tocca a Lowes provare a prendersi la rivincita. C’è l’orgoglio ferito dal confronto interno e la voglia di fare gli onori di casa vincendo una manche davanti ai propri tifosi. Tocca a lui guidare la gara, seguito come un’ombra dal campione del mondo in carica e dal rimontante compagno di team, inizialmente negli scarichi di Alex e poi superato da Johnny per via di un “lungo” in frenata. Il gruppo via via va sgretolandosi lungo il circuito inglese, un mix di curvoni veloci e staccate esigenti in termini di precisione millimetrica. È guerra di nervi in testa, con il terzetto composto dalle due moto di Iwata e dalla Kawasaki numero 1. L’altra “Verdona” è più arretrata, con il solito Tom Sykes in difficoltà quando si tratta di farsi largo in mezzo alla baraonda dei primi giri. Da buon passista, l’inglese, che qui si fece notare nel 2008, risale la china, fino a conquistare la sesta piazza davanti all’ottimo Lorenzo Savadori, a lungo quarto e primo degli inseguitori ai primi tre, fino al crollo prestazionale degli ultimi passaggi. Il top rider Aprilia cede anche il passo al rimontante Chaz Davies, bravo a limitare i danni con la quinta piazza.

Davanti è lotta vera con sorpassi e controsorpassi. Lowes respinge bruscamente gli assalti di Rea. Van der Mark vigila, pronto a cogliere l’attimo giusto. A cinque tornate dalla conclusione, Johnny sferra l’attacco vincente e scardina la resistenza della Yamaha in testa. L’olandese, vincitore di gara 1, lo imita e si mette in scia. Non passa nemmeno un giro e al penultimo tornantino infila anche il campione del mondo. Tutto finito? Nemmeno per sogno. La lotta per la vittoria non ha storia, complice il ritmo insostenibile di Van der Mark. La vera sorpresa viene da dietro e porta il nome di Toprak Razgatlıoğlu. Il turco della Kawasaki del team Puccetti, considerato l’erede di Kenan Sofoglu, infila uno dopo l’altro, Savadori, Lowes e, all’ultimo giro, anche Rea, nell’incredulità generale. È nata una stella? Chi può dirlo ora? Sicuramente, il ragazzo ha un manico notevole per permettersi di tenere dietro il Re, senza alcun riguardo o timore reverenziale. La Yamaha festeggia, Razgatlıoğlu esulta per la piazza d’onore. Johnny incassa la beffa, ma non smarrisce il ghigno: il quarto Mondiale sembra sempre più vicino, considerando i risultati dei rivali. Quarto Lowes, davanti a Davies, Sykes e Savadori. Solo undicesimo Marco Melandri.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *