Ed improvvisamente… largo ai giovani! Già, il round britannico della Superbike ha evidenziato i primissimi sintomi di un ricambio generazionale. Certo, si tratta solamente di una bozza di rivoluzione, nulla di più. In fondo, come si suol dire, una rondine non fa primavera. Allo stesso modo, l’esito di una gara va interpretato con le dovute precauzioni. Eppure, contano anche le sensazioni. Michael Van der Mark si era già distinto in passato per la notevole abilità in staccata e per il modo di correre spesso sopra i problemi. Doti conservate nel passaggio dalla Honda alla Yamaha. Finora, aveva sfiorato il successo a più riprese. Anche in questa stagione era arrivato vicinissimo alla vittoria nella gara di casa, ad Assen. Allora, a battere l’olandese era stato il solito Jonathan Rea. Stavolta, Michael si è preso una grande rivincita, battendo il nordirlandese a domicilio. Inoltre, non è stato banale il modo con cui è maturato il doppio trionfo britannico: Van der Mark è stato tatticamente ineccepibile, attaccando quando necessario ed alzando il ritmo quel tanto da impedire al rivale su Kawasaki di rifarsi sotto. Due capolavori di pregevole fattura, più da pilota consumato che da ragazzo di venticinque anni con margini di crescita notevoli. Un dettaglio indicativo del potenziale del top rider. Sicuramente, la doppietta è un messaggio forte e chiaro diretto ad Iwata, con destinatario la Yamaha, restia ad affidargli una moto nella top class dei prototipi fino al punto di preferirgli il malese Hafizh Syahrin nel team Tech 3. A buon intenditore poche parole…

E poi c’è lui, Toprak Razgatlıoğlu. L’erede di Kenan Sofoglu si prende i riflettori nel week end successivo al ritiro dalle corse del suo mentore. Un interessante segnale di continuità. Tuttavia, in Superbike, l’allievo ha superato il maestro: mai prima d’ora un pilota turco era riuscito a salire sul podio. Nemmeno il fuoriclasse della Superstock, nel breve periodo alla Honda Ten Kate, era stato in grado di spingersi così in alto. Ed il pupillo della Kawasaki Puccetti deve ancora compiere 22 anni. Insomma, la crescita può avere margini veramente notevoli. Del resto, Toprak ha un sconcertante facilità di apprendimento. Lo si deduce analizzando il suo rendimento nella stagione attuale, che lo ha quasi sempre visto saldamente nella top ten, specialmente nelle ultime gare. Insomma, l’exploit di Donington aveva comunque trovato salde radici. Non era preventivabile comunque una rimonta a suon di giri record con tanto di sorpasso all’ultimo giro ai danni di Jonathan Rea. Già, un’infilata irriguardosa e spietata ai danni del Cannibale. Nessuno se lo sarebbe mai aspettato, specialmente con quella decisione, totalmente priva di timori reverenziali. Inoltre, un conto è superare il pluricampione del mondo, un altro è tenerselo dietro. Razgatlıoğlu, dopo aver scavalcato il leader iridato, ha resistito al ritorno di fiamma negli ultimi tornanti, veri punti di forza del nordirlandese, staccando con forza e determinazione. Una prova maiuscola ed una dimostrazione che il futuro è già qui, molto più vicino di quanto possa sembrare. E, forse, i sogni di Johnny il Cannibale inizieranno ad essere leggermente più turbati.

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