Un solo punto in sei gare, e tanti passi falsi: la seconda annata in F1 non si sta rivelando positiva per Brendon Hartley, che dopo aver abbandonato il Mondiale Endurance (complice l’addio di Porsche, almeno tra i prototipi) per dedicarsi anima e corpo alle monoposto del circus e all’avventura con Toro Rosso sta rischiando davvero grosso.

Il neozelandese aveva sostituito Kvyat nel 2017, guadagnandosi la conferma fino al termine della stagione per la sua solidità e le sue doti da collaudatore, e ora potrebbe ricevere la stessa sorte: il misero punto racimolato in Azerbaijan, infatti, rappresenta un bottino molto distante da quello del suo compagno di squadra Pierre Gasly (18 punti), e dopo la nuova gara deludente a Montecarlo la Toro Rosso avrebbe perso la pazienza e gli avrebbe recapitato una sorta di ultimatum. O inizia a portare risultati, oppure la sostituzione in corso d’opera diventerà inevitabile. D’altronde, Hartley sta disputando un’annata tutt’altro che esaltante: la sua stagione è iniziata col 15° posto in Australia, seguita dal 17° in Bahrain (dove Gasly arrivò quarto), il 20° e ultimo in Cina, il 10° in Azerbaijan, il 12° in Spagna e il 19° a Montecarlo, dove il compagno è arrivato 7°. Curiosamente, le peggiori prestazioni del classe ’89 coincidono con le migliori di Gasly, e allora Toro Rosso sta riflettendo sul futuro del suo secondo pilota.

Stando alle indiscrezioni che circolano nel paddock, e sono confermate in parte dalle dichiarazioni di Helmut Marko, che non aveva garantito la permanenza di Hartley, la scuderia di Faenza starebbe seriamente pensando al sostituto, e potrebbe per la prima volta non pescare all’interno del vivaio Red Bull. Il serbatoio di talenti della casa austriaca non ha infatti più prodotto talenti di valore assoluto (il prossimo potrebbe essere Dan Ticktum, ma è ancora acerbo e corre in F3), e così Toro Rosso si sta guardando intorno: praticamente impossibile il ritorno di uno tra Buemi e Vergne, già ampiamente impegnati tra la Formula E e la Super-Season del WEC, altrettanto infattibile la pista giapponese caldeggiata da Honda, dato che i giovani Fukuzumi e Makino non hanno la velocità necessaria per la F1 e l’esperienza necessaria per ottenere la superlicenza.

E così, l’idea più plausibile porta all’ingaggio di Lando Norris, che dopo essere partito a tutta nel debutto in Formula 2 (guida con 98 punti, +27 su Albon e Markelov) vorrebbe bruciare le tappe e approdare subito in Formula 1: McLaren si è accorta da tempo delle enormi qualità del suo terzo pilota, e sarebbe disposta a prestarlo a costo zero alla Toro Rosso per consentirgli di debuttare nel circus e iniziare a mettersi in mostra. L’idea sarebbe quella di un prestito fino al termine della stagione, estendibile anche al 2019, dato che difficilmente uno tra Alonso e Vandoorne lascerà alla fine del 2018: Norris avrebbe così una grande chance tra i grandi del motorsport, mentre Antonio Giovinazzi vedrebbe chiudersi un’altra possibile porta per il futuro.

Vedremo cos’accadrà a Brendon Hartley, ma una cosa è certa: senza risultati nel breve periodo, il suo posto in Toro Rosso diventerà improvvisamente traballante.

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