Una delle prime nozioni da apprendere per un geologo afferma che i minerali quarzo e olivina sono tra loro incompatibili in natura. In una roccia, in cui è presente uno di essi, è introvabile l’altro.

Qualcosa di simile accade tra Ducati e i fenomeni della MotoGP. Un campione della classe regina e una bella Rossa non possono coesistere, il fallimento del binomio è assicurato. È accaduto con Nicky Hayden, con Marco Melandri, ma soprattutto con due piloti del calibro di Valentino Rossi e Jorge Lorenzo. Certamente VR46 e il campione americano hanno dovuto convivere con una situazione finanziaria precaria della Ducati, anche se ci si aspettava molto di più dal 9 volte titolato.

Le premesse per il matrimonio tra Lorenzo e Ducati sembravano invece più rosee: la scuderia di Borgo Panigale aveva incrementato la propria competitività e Martillo è sempre stato uno dei migliori collaudatori in circolazione. Nonostante queste caratteristiche, l’adattamento di Por Fuera è stato lento e faticoso. Da qui, dopo un anno e mezzo, la decisione di Ducati di divorziare con Jorge, preferendo puntare definitivamente su Dovizioso. Una decisione fortemente caldeggiata dall’Amministratore Claudio Domenicali, convinto del rinnovo del contratto effettuato al Dovi. Il dirigente, tra l’altro, non ha mai nascosto il proprio disappunto per le performance del pilota classe 1987, ritenendo più adeguato l’ingaggio di Danilo Petrucci. Ma nel giro di pochi giorni, il boss Ducati ottiene le peggiori risposte che si potesse aspettare. Il numero 04 cade a Le Mans quando era in testa, mentre Jorge ottiene la prima vittoria in Rosso nella gara successiva al Mugello. Non esattamente la lungimiranza che ci si aspetterebbe…

Per l’ennesima volta il binomio campioni-Ducati è incompatibile. Ma siamo sicuri si tratti di una semplice questione di chimica come tra quarzo e olivina? La risposta è ovviamente no. Questa volta è il fallimento di una intera gestione aziendale e non di una coppia. Lorenzo ha fatto tanta fatica, ma, una volta ottenuti i pezzi che desiderava, ha mostrato miglioramenti. L’ingegnere Gigi Dall’Igna è un genio della meccanica e ha realizzato un capolavoro di moto. Tuttavia, non si è mai fidato appieno delle richieste di Por Fuera e per questo il serbatoio desiderato dal maiorchino è arrivato solamente nell’ultima gara al Mugello. E, casualmente, proprio nel gran premio italiano Lorenzo ha ottenuto il primo successo in Rosso. Da qui si capisce la pazzia di puntare su un plurititolato, offrendogli 25 milioni in due anni, ma senza fidarsi delle sue indicazioni.

E quando la frittata è fatta, ci pensa Domenicali a commettere l’ennesima figuraccia. Il dirigente si congratula con Jorge (definito una settimana prima come un grande pilota e non un campione) e in conferenza stampa aggiunge che in serata avrebbero discusso il rinnovo con il numero 99. Queste parole giungono a Jorge, che con orgoglio ribadisce la fine del matrimonio ducatista. Vedere un capo che si fa bacchettare dal proprio dipendente non è esattamente un bel segno, ma soprattutto certifica che Ducati non ha ancora la mentalità e le persone adatte a gestire dei grandi campioni.
Al momento, purtroppo, restano incompatibili, come quarzo e olivina.

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