Improvvisamente, tutti vogliono Jorge Lorenzo. La vittoria al Mugello ha avuto conseguenze incredibili per il maiorchino, passato dall’essere considerato un pilota finito all’oggetto di mercato più ambito. E se fino ad una settimana fa la permanenza del campione spagnolo sembrava clamorosamente messa a repentaglio dalla scelta di Suzuki di accogliere Joan Mir, ora gli scenari diventano assai gustosi. Pressoché nulle le chance di rivedere il “Martillo” in Ducati anche per la prossima stagione. Troppo intenso lo strappo tra le due parti. Prendono corpo due ipotesi.

La prima e più indicata è il rientro alla Yamaha. La casa di Iwata ha smarrito la guida tecnica dello sviluppo della moto dopo l’addio di Jorge nel 2016. Né Maverick Vinales, né Valentino Rossi sono riusciti a rimettere in carreggiata la scuderia sponsorizzata da Movistar. Le difficoltà nel far progredire il mezzo a disposizione sono note ed evidenti. Nell’ultimo anno e mezzo, la crisi Yamaha si è manifestata in un preoccupante crescendo. Lorenzo potrebbe essere l’uomo giusto per ritrovare la retta via. Ovviamente, non sarà semplice nemmeno per lui rimettere le cose a posto e servirebbe tempo per adattarsi.

L’alternativa, le cui quotazioni sono in forte rialzo, sarebbe la Honda. In HRC, con l’avvento di Alberto Puig, è ormai giunta al termine l’avventura di Dani Pedrosa. Il tre volte campione del mondo non rientra nei piani della casa di Tokyo, più intenzionata ad allestire un dream team con due piloti in grado di vincere il Mondiale. Una sorta di ritorno al passato, agli anni ’90, quando nella squadra Repsol convivevano Mick Doohan ed Alex Criville. Il progetto è ambizioso, anche se non sarà semplice far coesistere un tandem simile, accontentando le richieste di entrambi i top rider. I contatti tra le parti in causa paiono comunque molto intensi. Ora tutto dipenderà da Lorenzo: il “Por Fuera” non nutrirà alcun timore a confrontarsi con la stessa moto del “Cabroncito”?

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