«Ma vuoi dirmi come questo può finire?». Devono esserselo chiesti reciprocamente Daniel Pedrosa e la Honda HRC. Purtroppo, anche la storia d’amore più lunga della recente storia della MotoGP è giunta ai titoli di coda. Tredici lunghe stagioni nella top class vissute fianco a fianco, con il piccolo fantino di Sabadell a guidare la sua RCV nella rincorsa al titolo iridato, dopo i travolgenti successi nelle categorie minori, i tre allori tra 125 e 250. È stato un cammino particolare. Inizialmente, da Tokyo hanno coccolato il talento cristallino catalano, indicando in lui il successore designato di Valentino Rossi. Scelta azzeccata dati i risultati ottenuti fin dalle prime gare. Chi vince ad Assen, solitamente, non è mai un Carneade, ma un predestinato. L’acuto di Dani nella cattedrale motociclistica è stato solamente la scintilla delle travolgenti stagioni successive. Costante nella categoria inferiore, un autentico martello nella classe di mezzo: Pedrosa ha rappresentato un binomio storico, sinonimo di solidità ed affidabilità, garanzia di vittoria. Pochi hanno lasciato un solco simile in 250.

Eppure, dopo gli anni trionfali, la storia tra lo spagnolo ed il colosso nipponico ha conosciuto fasi discendenti. A Dani è toccato l’ingrato compito di traghettare la Honda dalla fase dei trionfi di Rossi e Hayden verso i successi recenti di Stoner e Marquez. Un percorso complesso, carico di amarezze, una su tutte la caduta al Sachsenring nel 2008, quando il Mondiale non sembrava un’utopia. Sono state stagioni complesse, con una moto acerba e progetti continuamente mutati in corsa, masticati e sputati senza soluzione di continuità. Nei momenti di crisi e di massima difficoltà, ci ha sempre pensato lui, Pedrosa, il campione silenzioso, un piccolo grande baluardo per la truppa HRC. Sfortunatamente, la sorte non gli ha permesso di godere del giusto premio per le sue fatiche. In un modo o nell’altro, il titolo mondiale è sempre sfuggito al catalano. Dopo gli ultimi complicati campionati, la storia d’amore più lunga volge al termine.

Ed ora, quale futuro per Dani? Difficile da stabilire. Le porte rimaste aperte sono quelle di Yamaha e Ducati, sempre però con nelle vesti di pilota clienti. In alternativa, c’è la suggestiva avventura in Superbike, con Pedrosa pronto a candidarsi come principale avversario dell’imbattibile Rea. Forse, un Mondiale nelle derivate di serie potrebbe rigenerare lo spagnolo, infondendogli quella fiducia venuta a mancare recentemente e, forse, uno dei motivi dell’addio alla tanto amata Honda. È tempo di voltare pagina, caro Dani. Ora si apre un nuovo capitolo.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *