La grande sconfitta del Mugello è indubbiamente la Honda. Si sapeva che, storicamente, la pista italiana risultava piuttosto indigesta al quattro cilindri nipponico, ma nessuno si aspettava un tracollo simile. Marc Marquez è scivolato, tradito dall’improvvisa perdita dell’anteriore, ed ha concluso la sua gara in sedicesima posizione. Peggio è andata a Daniel Pedrosa, scivolato al primo giro ed in crisi nera per tutto il week end. D’un colpo, l’infallibilità della HRC si è dissolta come neve al sole, mostrando lacune impensabili. Le parole del “Cabroncito” dopo la gara non rasserenano la situazione: “La Honda è una moto difficile che richiede di essere sempre portata al limite”. Insomma, la semplicità con cui erano arrivate le ultime vittorie ha distolto molti dalle problematiche della moto, considerata la moto da battere ed invece assai umana e vulnerabile.

Difficile parlare di crisi vera. Una rondine non fa primavera, si dice. Dunque, lecito attendersi una risposta in Catalogna. Sicuramente, non c’è più la famosa superiorità ostentata nel corso dei test. Gli avversari sono molto più vicini di quanto sembra e, forse, il manico pazzesco di Marquez ha mascherato nuovamente i difetti della RC213V.

Tuttavia, Marc non perde il sorriso e non è solamente per la sua indole di inguaribile ottimista. Il disastro del Mugello è dettato anche da una tipologia di gomma portata da Michelin. Un pneumatico “asimmetrico” piuttosto ballerino e poco redditizio con una moto come la Honda. Questo genere di gomma è assai simile a quello impiegato nella prima parte di 2017. Un esemplare che aveva creato tanti grattacapi allo stesso “Cabroncito”, incapace di interpretarne al meglio il rendimento. Dal GP di Catalogna, però, si dovrebbe tornare nuovamente ad impiegare le soluzioni adottate finora e tanto apprezzate dallo stesso Marquez. Insomma, la delusione per il risultato della gara italiana non sembra offuscare le prospettive nipponiche. Inoltre, c’è un dato statistico confortante per la truppa HRC: solitamente, dopo il Sachsering, il bolide giapponese progredisce nel suo sviluppo meglio dei rivali. E se comunque le premesse della prima parte di stagione non sono affatto negative, c’è da preoccuparsi qualora la Honda riuscirà a crescere ulteriormente. Gli avversari sono avvertiti.

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